Andrea Trinchieri, nella rubrica targata LBA Basketball and Conversation, intervista…Andrea Trinchieri. Il coach dello Zalgiris racconta tutto il suo percorso che lo ha portato ai massimi livelli della pallacanestro continentale. In questo aneddoto parla di come abbia deciso di diventare allenatore di pallacanestro.
Una sliding door
“Ero destinato ad Harvard e alla carriera diplomatica, perché mio nonno era console, e io volevo ripercorrere la sua strada. Ma poi, al momento di scegliere tra la carriera diplomatica e il basket, non ce l’ho fatta e ho provato a fare questa follia di diventare allenatore di basket”.
L’incontro con il basket
“Sono stato annichilito dalla pallacanestro. Cado in questa infatuazione totale a 14 anni. Giocavo a tennis, pallanuoto d’estate. Il basket succede perché alla suole medie c’è il corso. E da lì ho iniziato ad andare al campetto d’inverno. Comincio tardi, non sono bravissimo. Non capivo subito la pallacanestro, ma è da lì che ho capito cosa sono le motivazioni. Ero così infatuato, che avevo voglia di capire questo stupendo gioco, che io definisco una partita a scacchi mentre altri cinque energumeni ti menano.
Non è facile. Prendere decisioni accurate mentre qualcun altro ti mena, non è la cosa più facile del mondo. Da questo ho provato a vedere la pallacanestro da un’angolazione differente, e ne sono diventato ossessionato. Lo sono tuttora. E da lì è nato tutto.”





