Ergin Ataman, furioso, entra in campo e viene espulso dagli arbitri. Una scena cui siamo abituati ad assistere e di cui ormai non ci stupiamo più. La stessa scena è accaduta ieri a Cipro, nel corso di una amichevole tra il Panathinaikos e il Maccabi Tel Aviv, quando il coach turco è stato espulso nel corso dell’ultimo periodo.
Proviamo a spiegare l’accaduto. Nel corso dell’ultima frazione della partita, persa dal Panathinaikos 75-88, coach Ergin Ataman viene espulso in seguito a una infrazione di passi sanzionata a Cedi Osman.
Si vede il coach dei greci entrare in campo e, a grandi gesti, sembra quasi chiedere al direttore di gare l’espulsione. Nelle ore successive, su Instagram, lo stesso Ataman pubblica una storia in cui racconta di aver visto uno striscione che ne ha minato l’umore.
Cipro, storicamente, è sempre stato uno scenario di scontro tra turchi e greci. Alcuni tifosi del Panathinaikos avrebbero esposto uno striscione che ricordava “la sanguinosa invasione di Cipro da parte dei turchi”, evento che risale al 1970.
Panathinaikos taraftarları, Maccabi ile oynanan hazırlık maçında “Türklerden kanlı Kıbrıs işgali” yazılı pankart açtı. Pankartı gören Ergin Ataman, sahaya girerek kendini oyundan attırdı.
Ataman, konuya ilişkin açıklama yaptı. pic.twitter.com/Acxw4yW2yh— Gazete Paradigma (@gazeteparadigma) September 17, 2024
Le parole di Ergin Ataman
Questo quello che Ergin Ataman ha scritto nella storia:
“Sono Ergin Ataman, coach del Panathinaikos nella ‘leggendaria’ stagione passata. Ho sostenuto con forza questo torneo perché credevo avrebbe contribuito ‘all’amicizia e alla pace’ e sono venuto qui con sentimenti molto positivi.
Il primo giorno siamo stati accolti calorosamente all’aeroporto. L’amore negli occhi della gente mi ha reso molto felice. Durante la sessione di autografi, ho incontrato centinaia di fan. Questa atmosfera di amicizia e pace era molto promettente per tutti noi.
Tuttavia, ieri all’arena, dove dovrebbero prevalere sport e amicizia, un piccolo gruppo ha esposto uno striscione politico che non ho trovato coerente con l’ospitalità ricevuta qui. Ho espresso la mia reazione a questa situazione nel modo più forte possibile per attirare l’attenzione.
I palazzetti dello spot sono luoghi di amicizia e pace, non di politica. So che le persone che hanno esposto quello striscione non influenzeranno le opinioni di migliaia di persone che hanno dimostrato a me e alla mia squadra amore fin dal primo giorno. Ci sarà sempre un legame di affetto molto speciale tra noi e loro.
Allo stesso modo, qualunque cosa accada, il mio amore per i veri appassionati di basket qui rimarrà sempre lo stesso. Perché la cosa più forte che ci unisce è l’amore comune per il basket. Credo che lo sport e l’amicizia vinceranno sempre”.





