HomeLega BasketTrento, Anthony Lamb:"tra qualche mese sarò tra i migliori in LBA"

Trento, Anthony Lamb:”tra qualche mese sarò tra i migliori in LBA”

Il 20 Settembre si è svolta a Trento la presentazione ufficiale dell’americano Anthony Lamb. Il Direttore Sportivo della Dolomiti Energia Trentino Rudy Gaddo gli ha dato il benvenuto con queste parole:

Anthony è un giocatore che rappresenta una grande opportunità per una realtà come la nostra perché è un ragazzo con qualità importanti che speriamo possa mettere in campo al servizio del club. Si tratta di un ragazzo giovane, di grande talento e che ha già vissuto esperienze importanti come quella avuta con la maglia dei Golden State Warriors. È reduce da un infortunio delicato e ha scelto in Trento il luogo da cui ripartire nella sua carriera con l’obiettivo di tornare ad alto livello. In campo sa fare un po’ di tutto, ha tiro, può giocare spalle a canestro, può trattare il pallone da handler e giocare da lungo bloccando e aprendosi per tirare

La parola è passata poi a Anthony Lamb:

Cosa ti ha portato a scegliere Trento?

Quest’estate mi sono concentrato sul tornare in salute prima possibile. Per me era molto importante trovare una opportunità di rientrare in campo con una organizzazione che sapesse aspettarmi, e dai colloqui avuti in estate ho capito che Trento sarebbe stata l’occasione giusta per le mie necessità.

A che punto pensi di essere in termini di recupero dall’infortunio?

Al momento penso di essere ad un livello medio se devo paragonarmi al livello dei giocatori di questo campionato, ma sono certo che nei prossimi due mesi possa essere uno dei migliori giocatori della LBA. Datemi un po’ di tempo e sono sicuro che vi piacerà quello che vi farò vedere.

Le tue prime impressioni sulla squadra?

Mi sono divertito molto in queste prime settimane. Paolo e lo staff stanno facendo un lavoro fantastico nel tenere tutti sulla stessa pagina. Vogliamo giocare una pallacanestro veloce, uno stile che mi piace davvero molto. Ci stiamo conoscendo sempre meglio e non vedo l’ora di cominciare a giocare.

Dove trovi la motivazione per giocare dopo essere stato in una delle squadre più forti del mondo?

Per me ogni giorno è un’occasione per migliorare, non penso a dov’ero ma preferisco pensare a dove voglio arrivare. Sono grato di essere dove sono ora e cercherò sempre di continuare il mio sogno di essere professionista.

Cosa ne pensi del gioco di coach Galbiati? Pensi si possa sposare bene con le tue caratteristiche?

Penso che sia fantastico. Non tanti qui giocano come gioca lui, penso sia uno stile molto  efficace, per poterla attuare c’è bisogno di avere giocatori intelligenti e credo che in questa squadra molti abbiano questa dote. Ho già avuto a che fare con questo modo di giocare in G League fatto di corsa e grande libertà concessa al talento individuale dei giocatori: è uno stile che apprezzo, è divertente e penso possa esaltare le nostre caratteristiche.

Com’è stata l’esperienza in Australia al di là dell’infortunio?

La NBL è molto diversa dalla NBA, quindi mi ci è voluto un po’ per ambientarmi. C’è una grande influenza del rugby, infatti nelle prime partite ho un po’ sofferto la fisicità. Mi sento di dire che è una via di mezzo tra lo stile NBA e quello europeo. Anche in NBL si predilige un gioco veloce e penso di aver imparato molto nella passata esperienza.

Hai giocato per grandi allenatori: coach Becker a Vermont, Steve Kerr, e anche se per poco tempo Gregg Popovich. Cosa ti ha colpito di loro?

La cosa che i grandi allenatori hanno in comune è che sanno come lavorare con le persone prima che con dei giocatori, e hanno anche grandi qualità comunicative. Sanno che ogni individuo è diverso e necessita un differente tipo di confronto, il che gli permette di tirare fuori il meglio da ogni giocatore. Di Steve Kerr mi ha impressionato il modo con cui vede la pallacanestro, è stato bellissimo giocare per lui e vedere come è riuscito a gestire dei grandi campioni come Curry, Thompson e Green e fare funzionare una squadra alla perfezione fino a vincere tutti i titoli che ha vinto. Sono grato di aver avuto la possibilità di averlo avuto come coach e mi ha certamente aiutato a diventare un giocatore migliore.

C’è qualche compagno che ti ha particolarmente colpito in queste prime settimane?

Direi Toto: mi ha stupito la sua capacità di riuscire a fare sempre la cosa giusta al momento giusto. In campo non c’è una cosa che lui faccia senza una specifica ragione, e sappiamo che nei momenti di difficoltà lui farà sempre qualcosa di utile per il team. Credo sia una qualità molto importante e che personalmente prendo come ispirazione.

Un aspetto su cui pensi di dover migliorare?

Lavoro costantemente sul mio fisico, ma oltre a quello cerco di migliorare sugli intagibles, quindi cerco di migliorare il mio gioco senza palla, la qualità dei blocchi. Come detto in precedenza per Toto, vorrei essere in grado di creare qualcosa di utile per la squadra ogni volta che mi arriva il pallone tra le mani.

Hai già provato il cibo italiano?

Sono già stato in Italia un paio di volte, e devo dire che il cibo è pazzesco. Ovunque vado trovo dell’ottimo cibo, ma purtroppo devo stare attento e mantenere la linea. Non vedo l’ora di girare i vari posti e scoprire i vari piatti tipici di Trento e delle altre città.

Luca Dapic
Luca Dapic
“Non chiederti cosa i tuoi compagni di squadra possono fare per te. Chiediti cosa tu puoi fare per i tuoi compagni di squadra.” Earvin Magic Johnson

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