Al quinto tentativo arriva la prima vittoria europea della stagione per la Virtus Bologna. Un Clyburn “old school” trascina i bianconeri a una vittoria probabilmente inaspettata sul campo del Partizan Belgrado. Una partita in cui i bolognesi non sono stati scintillanti, ma hanno dimostrato grande voglia di lottare, riuscendo con la difesa dove l’attacco da solo non sarebbe bastato. E alla fine anche un po’ di fortuna, dopo il clamoroso errore di Hackett, ha dato una mano. Il risultato porta due punti in classifica che pesano parecchio, soprattutto per il morale.
DUE QUINTETTI DI FIDUCIA RIPAGANO COACH BANCHI
Luca Banchi ha cambiato nettamente la gestione del roster. In questa partita, 45 dei 77 possessi giocati dalla Virtus hanno visto in campo due quintetti ben definiti. In pratica, quattro giocatori fissi (Morgan, Cordinier, Clyburn e Shengelia) con Zizic e Diouf che si alternavano nel ruolo di centro. Facendo i conti, quasi il 60% della partita è stato giocato con questi quintetti, mentre nelle prime quattro gare di Eurolega, i due quintetti più utilizzati avevano coperto al massimo il 40% del minutaggio.
Da una parte, c’è stata la scelta di puntare sui giocatori di maggiore qualità ed esperienza come Shengelia, Clyburn e Cordinier; dall’altra, alcune decisioni sono state forzate. L’assenza di Pajola e le condizioni non ottimali di Hackett hanno favorito il maggiore utilizzo di Morgan, che comunque ha fatto una buona partita. Inoltre, la solita mancanza di profondità sotto canestro ha portato all’alternanza Diouf/Zizic. In attacco i risultati non sono stati nulla di straordinario, ma in difesa la squadra è stata compatta, gettando le basi per la vittoria.
UN OTTIMO LAVORO PER ABBASSARE LE PERCENTUALI DEL PARTIZAN
Come riconosciuto anche da Banchi nel post partita, una delle chiavi del match è stata quella di abbassare le percentuali di tiro da tre punti del Partizan, che prima di questa gara era la squadra migliore della competizione nella specialità, con un impressionante 46.9% su quasi 25 tentativi a partita.
In particolare, la Virtus ha fatto un lavoro eccellente a metà campo, tenendo i padroni di casa a un misero 5/20 da tre, il che ha fatto una differenza enorme. I bianconeri sono stati molto attenti a contestare sempre i tiri, uscendo forti sugli avversari, anche a costo di rischiare una penetrazione, ma con l’obiettivo chiaro di non far prendere ritmo agli uomini di Obradovic sul tiro da tre.
Un po’ di fortuna ha aiutato, come l’infortunio di Carlik Jones, che ha costretto il Partizan a schierare quintetti con almeno due giocatori non particolarmente pericolosi sugli scarichi. Ma l’impegno difensivo di Shengelia e compagni è stato comunque lodevole e fondamentale nell’economia dell’incontro.
MORGAN-TUCKER: PRIMI PASSI MOSSI INSIEME
La novità principale di Belgrado è stata l’inserimento deciso nelle rotazioni di Matt Morgan, ma soprattutto Rayjon Tucker. Se il play ex Londra, pur con alti e bassi, aveva sempre avuto i suoi minuti (seconda partita consecutiva oltre i 20′ giocati, quarta totale oltre i 10′), per la guardia in arrivo dalla Reyer il campo era stato decisamente più un miraggio, con 11′ complessivi giocati nelle prime quattro partite.
Alla Stark Arena, invece, sono arrivati 17′ di impiego per Tucker. Che fatto discrete cose, sia offensivamente che difensivamente, aspetto del gioco dove aveva mostrato di dover fare i maggiori passi in avanti. E assieme a questi si sono visti anche i primi minuti passati insieme allo stesso Morgan in campo. Dieci possessi, con risultati alterni (-4 il parziale per la Virtus), ma che hanno comunque portato in dote alla Virtus la freschezza che i due nuovi acquisti donano alla causa.
In una partita che è stata soprattutto una battaglia fisica e di intensità, la scelta, a discapito di veterani al momento ancora indietro di condizione come Hackett e Belinelli, ha pagato. Non casualmente entrambi sono stati protagonisti di due giocate chiave nel finale: Morgan con il rimbalzo in attacco e assist per il pareggio di Clyburn a 1’20” dal termine e Tucker autore del recupero che ha poi portato al possesso decisivo per la vittoria bolognese.





