La pausa per le Nazionali ci permette di analizzare l’inizio della Openjobmetis Varese. Ricordate il Cubo di Rubik? Si, proprio quel poliedro magico 3D inventato nel 1974 dal professore ungherese Erno Rubik. Un rompicapo che, facendo ruotare le sei facce del cubo, doveva portare ogni faccia a mostrare un solo colore. Ecco, la stagione biancorossa sinora è stata così. Via il centro ad agosto (Okeke), via il capitano e leader a novembre (Mannion), via un paio di altri Usa (Brown e Harris, entrambi in uscita). Benvenuti Johnson, Sykes, Tyus e Fall. Montare e smontare, rimontare e ruotare un cubo (pardon, un roster) in soli 4 mesi. Ora il Cubo di Rubik è pronto per essere rigirato da coach Herman Mandole. Sarà la volta buona? E soprattutto. Sarà la volta vincente?
La difesa colabrodo
Il record dopo 8 giornate recita 2 vinte e 6 perse. Risultato deludente a dir poco. Nelle sei sconfitte c’è dentro di tutto: naufragi completi (Trieste e il secondo tempo di Brescia) e impazzimenti per pochi ma decisivi minuti (Trento, Trapani, Tortona e Scafati). La sensazione è quella di un roster assemblato male tra scommesse (Akobundu-Ehiogu e Harris), doppioni (Johnson e Brown) ed equivoci tattici (Mannion e Hands). Ma soprattutto una difesa colabrodo, che non porterà da nessuna parte se rimarrà tale per il prosieguo della stagione. Vero, la Openjobmetis ha il miglior attacco del campionato (95.1 punti segnati), ma anche una retroguardia sforacchiata a suon di 103.6 punti a partita. Insostenibile per la LBA.
Giocatore chiave finora
Ne citiamo due. Il primo giocatore è sicuramente Matteo Librizzi. Via la superstar Nico Mannion, il playmaker varesino ne ha ereditato ruolo, minutaggio e leadership. E’ lui il nuovo capitano, è lui che ha guidato l’assalto vincente alla Virtus Segafredo Bologna, è lui che si è preso sulle spalle i compagni. Ribalta pozzecchianamente clamorosa per questo ragazzo di 22 anni, nato e cresciuto nel vivaio di casa. Con l’arrivo di Keifer Sykes il minutaggio scenderà, certo, ma Herman Mandole e i tifosi hanno trovato un capitano nel quale identificarsi. Il secondo giocatore è Davide Alviti. Arrivato in punta di piedi e con un ruolo (quello di specialista) nel quale si era ritagliato uno spazio in stagioni di alto livello in LBA (Milano e Trento), l’ala di Alatri, novello Hulk, ha capito che doveva strappare la camicia di forza nella quale si era (o era stato) rinchiuso. C’è vita oltre ad uscire dai blocchi e tirare: rimbalzi, difesa, palle recuperate, soluzioni al ferro. Lo staff tecnico aveva bisogno di questo e Alviti è stato intelligente a capirlo e ad adeguarsi in fretta. E forse ci ha preso pure gusto, tornando ad essere un giocatore completo, non solo un tiratore. Al punto da ritrovare la maglia azzurra. Un caso? Non crediamo proprio.
Le prossime partita
Con l’arrivo di Keifer Sykes e Alex Tyus forse incomincerà una nuova stagione per la Openjobmetis Varese. O più semplicemente incomincerà la stagione. Con 8 partite di ritardo. Così almeno sperano i sempre esplosivi ed esigenti supporter biancorossi, che ogni domenica affollano la Itelyum Arena. Il calore è garantito, ma la pazienza non durerà in eterno. Per citare Mario Brega, e come ben sanno i dirigenti, il tifo di Varese po’ esse piuma e po’ esse fero…





