Nuova partita, stessa musica per la Virtus. Altro arrivo in volata e altra sconfitta amara, la decima, contro il lanciatissimo Paris Basketball. Sembra ormai una maledizione quella che aleggia sulla testa dei bolognesi, che continuano ad arrivare a un passo dalle vittorie, ma finiscono sempre dalla parte sbagliata del risultato. E forse la sconfitta con Parigi ha fatto ancora più male, perchè i francesi hanno ricordato molto, in termini di entusiasmo, quello che era sembrata la stessa Virtus nei primi mesi della passata stagione.
IL PESO DELLE OPPORTUNITA’ DI TIRO
La Virtus in questa Eurolega sta avendo un atavico problema: tira meno degli avversari. Sembra banale e quasi riduttivo, ma se alla fine questo gioco si chiama palla a canestro, nel momento in cui tu lanci la palla verso il suddetto canestro meno degli avversari hai, per definizione, meno probabilità di segnare più punti degli avversari.
Dopo la partita di ieri questa è la situazione in Eurolega per differenza tra chance reali di tiro (quindi tenendo nel computo anche i tiri liberi) proprie e degli avversari.

In queste prime dodici partite Bologna ha avuto ventiquattro chance reali di tiro in meno degli avversari, meglio solo dell’Asvel, tirando più degli avversari in solo quattro occasioni. E se due tentativi in meno a partita in media posso sembrare un’inezia, questo ragionamento assume contorni diversi se consideriamo la seguente tabella, che indica il numero di partite terminate con uno scarto pari o inferiore ai cinque punti per ogni squadra.
I dettagli fanno la differenza, specialmente se non hai la profondità e la qualità di un Panathinaikos o di un Olympiacos per ovviare a un saldo di tiro negativo. E anche ieri sera l’assunto si è ripetuto: 86 chance di tiro per la Virtus, 90 per Parigi. Che in quei dettagli ha trovato le chiavi per mettere il margine che è significato ottava vittoria consecutiva.
LA PARTITA CHE VOLEVA PARIGI
Vedendo la partita non è poi un dato sorprendente che Parigi sia riuscita ad avere più tiri a disposizione. Anche in un avvio dove la Virtus Bologna aveva impattato bene la gara, specialmente grazie all’ispirazione di Clyburn, l’impressione è stata sempre che si stesse giocando la pallacanestro più favorevole ai padroni di casa. Ritmi alti, gioco in transizione, soprattutto un’attività fisica imparagonabile, con Shorts e compagni che sono sembrati andare al doppio della velocità e dell’intensità dei virtussini.
Gli esterni di Tiago Splitter hanno fatto il vuoto a rimbalzo, portando in dote la metà esatta dei rimbalzi offensivi conquistati da Parigi. Shorts e Hifi hanno costantemente dettato il ritmo della partita, senza che Bologna trovasse mai una reale soluzione al problema. E pure Maodo Lo, nei suoi 17′, ha fatto malissimo alla Virtus, in una partita di notevole ispirazione offensiva.
Da un punto di vista di impegno ed applicazione, ancora una volta, non c’è molto da dire ai virtussini. Peraltro in una serata dove Banchi ha ruotato realmente a undici, cercando di spalmare quanto più i minutaggi dei suoi uomini chiave e probabilmente beneficiando di questo nella rimonta finale, forse figlia anche di qualche energia conservata nel corso della gara. Ma alla fine forse anche il fattore mentale ha giocato contro i bianconeri. Che ormai negli arrivi in volata sembrano maledetti.
UN OCCHIO REALISTA AL FUTURO
E’ impietoso, ma dopo dodici partite e dieci sconfitte è il caso anche di iniziare a guardare al futuro con un occhio attento, soprattutto pensando che, a meno di miracoli, questa stagione di Eurolega sia sostanzialmente compromessa.
Anche guardando al traguardo play in, oggi sarebbe a quattro vittorie di distacco, da recuperare in ventidue gare. Un’impresa non banale, per quanto fin qua la squadra sia stata praticamente sempre competitiva e abbia spesso perso in volata. Grandi segnali di cambiamento non sembrano vedersene e allora potrebbe avere senso iniziare a vedere l’Eurolega come opportunità per dare fiducia e campo a qualche giocatore che poi nei momenti più avanzati della stagione potrebbe fare comodo. Importanti, per esempio, i minuti concessi a Grazulis ieri e l’impatto avuto nel finale da Diouf, nonostante lo 0/2 ai liberi pesante.
Volenti o nolenti, sarà un’altra stagione dove il campionato e il suo esito segnerà drasticamente gli umori estivi. Fare professione di realismo e iniziare a giocare d’anticipo, ovviamente senza sbracare, cosa che una squadra sotto wild card non può permettersi, potrebbe essere una mossa di cui rallegrarsi in futuro.
