Permetteteci la citazione letterario-cinematografica, quello di Jacob Pullen è proprio “Il Ritorno del Re”. Come se Grampasso il ramingo facesse un viaggio di ritorno verso Gondor per ripristinare la dinastia e ripresentarsi come Aragorn.
Quello che il numero 0 mette in scena è un vero e proprio statement game che manda due messaggi, uno ai suoi “nemici” – ora epurati – Igor Milicic e Pedro Llompart per dire loro che aveva ragione lui, un altro a tutto l’ambiente per chiarire un concetto molto semplice, “può esserci chi volete in questo roster, posso essere arrivato da appena 3 giorni, ma questa squadra è mia”.
È con lui, ma anche – e non solo – con un Totè monumentale che Napoli coglie il primo, agognato, successo di questa stagione.
Lo fa al termine di una partita in cui si trova a dover sconfiggere uno ad uno tutti i suoi fantasmi, riuscendo a mantenersi lucida in un finale in cui una buona Givova Scafati non la supera mai.
Nonostante Rob Gray (25 per lui) salga in cattedra e forzi l’overtime, infatti, i gialloblu sbattono sulla difesa avversaria ogni volta che potrebbero piazzare la zampata del sorpasso.
Ne escono comunque rinfrancati, lontani parenti di quella squadra in gita vista nelle disastrose trasferte precedenti e con un Kruize Pinkins (20 punti e 14 rimbalzi) che la trascina soprattutto nel momento in cui, sul 41-28, Napoli pareva pronta a prendere il largo.
La squadra di coach Valli, va detto, è ancora lontana dalla guarigione. Per arrivarci servirà la medicina della continuità e della fiducia.
Napoli Basket
Pullen, 8,5: quella di stasera è una prestazione cinematografica per cifre, si, ma anche per significato di quello che ha fatto; 28 punti, canestri dal peso specifico di 20 megatoni, un body language inconfondibile per mandare messaggi chiari, il Re di Coppa è tornato.
Zubcic, 5: si carica subito di falli, poi viene tenuto a lungo in panchina da Valli per tenere un miglior assetto difensivo con Bentil e Totè, appare un po’ indietro di condizione ma ha già riallacciato il filo con la piazza.
Treier, 6,5: non è necessario che si faccia vedere in attacco ma segna comunque un canestro importante ad inizio secondo quarto, si sbatte in difesa provando a limitare chiunque passi dalle sue partie ed il +7 di plus/minus gli rende merito.
Pangos, 7: offre per tutti i tempi regolamentari una prestazione operaia al servizio dei compagni che si prendono le responsabilità realizzative, è a 8 assist già a metà gara, ne aggiunge altri due nella ripresa; nell’overtime si carica la responsabilità di due bombe fondamentali.
De Nicolao, 7,5: ringhia su qualsiasi essere vivente passi dalle sue parti, per la foga commette anche un fallo rocambolesco che vale un gioco da 4 punti per Cinciarini ed una storta alla caviglia, ma stringe i denti e si prende anche responsabilità offensive spezzando i raddoppi e andando al ferro.
Woldetensae, 5,5: mette intensità difensiva a tratti ma si lascia prendere dai nervi, litiga con Gray nel finale di primo tempo.
Saccoccia, sv: solo qualche secondo per lui.
Newman, sv: parte anche col piede giusto, purtroppo un problemino fisico lo mette fuori causa dopo nemmeno 4′.
Green, 5,5: parte bene con il suo jumper dalla media che fa malissimo alla difesa avversaria, si perde alla distanza, pagando dazio alle settimane d’inattività per infortunio.
Totè, 8,5: la schiacciata con cui si porta a casa ferro, tabellone e sostegno è l’apostrofo spettacolare ad una prestazione maestosa a tutto campo; fattura una doppia doppia da 21 punti e 11 rimbalzi per 33 di valutazione, ma anche negli intangibles è granitico. Questo Totè sarebbe un pivot da Nazionale.
Mabor, ne.
Bentil, 6,5: fa a sportellate con successo nel pitturato, pur prendendosi meno responsabilità offensive. Alla fine il suo score dice doppia doppia da 10 punti e 11 rimbalzi, la partita ed i compagni ne premiano i movimenti in post basso dove gli avversari lo soffrono.
All. Valli, 7: ha il coraggio delle scelte impopolari, seppur aiutato dalla situazione falli, nel tenere in panchina Zubcic, pur avendolo lanciato in quintetto; ha la forza di fidarsi di un giocatore, per quanto talentuoso, arrivato appena 3 giorni prima.
Givova Scafati
Gray, 8: non si fa innervosire da qualche storia tesa con Woldetensae, si concede una piccola pausa nella parte centrale del match, prima di salire in cattedra e forzare il supplementare da solo, Talento, la maiuscola è voluta.
Sangiovanni, ne.
Zanelli, ne.
Anim, 5: mezzo voto in più perchè era alla prima assoluta e si vede, appare un corpo estraneo e prova a mettere qualcosa di suo nella partita nella metà campo difensiva, va atteso.
Ulaneo, ne.
Sorokas, 5,5: soffre la fisicità di Bentil in difesa, patisce la guardia di Treier in attacco; segna un canestro fondamentale nell’overtime ma non basta per il blitz.
Greco, ne.
Miaschi, sv: 6′ in campo in cui fa lavoro prettamente difensivo, andrebbe coinvolto di piùA anche quando la palla ce l’ha in mano la Givova.
Pinkins, 8: letteralmente gladiatorio, mette a referto 20 punti e 14 rimbalzi giocando praticamente sempre in area, è il primo fattore della rimonta gialloblu.
Cinciarini, 7,5: supera quota 4000 punti in serie A, segna i canestri che ricuciono i tentativi di fuga avversari, gioca 40′ e non gli pagano nemmeno gli straordinari.
Stewart, 6,5: gioca una gara precisa quasi fino alla fine, macchia la propria serata incappando in quarto e quinto fallo in poco tempo e togliendo a coach Pilot una bocca da fuoco fondamentale.
Jovanovic, 6: comincia con fiducia e si fa apprezzare in situazioni dinamiche, lascia però sul piatto troppi liberi e soffre in difesa facendosi trascinare nei cambi sui pick&roll. A ciò si aggiungano due falli ingenui a rimbalzo che contribuiscono a raggiungere il quinto che lo esclude dalla partita nel momento più importante.
All. Pilot, 6: merita la sufficienza perchè scalda il cuore vedere una Givova che non abbassa le braccia fuori dal PalaMangano; non merita di più perchè alcune scelte, come gli 0′ di Zanelli, risultano difficili da comprendere.





