Klay Thompson non dimentica chi lo ha aiutato nei momenti più difficili della sua carriera. Dopo la vittoria dei Los Angeles Lakers contro i Dallas Mavericks per 107-99, una partita in cui ha messo a referto 22 punti e 8 rimbalzi, l’ex stella dei Golden State Warriors ha voluto rendere omaggio a una persona speciale: il dottor Richard Ferkel.
Il tributo a chi lo ha riportato sul parquet
Nel tunnel della Crypto.com Arena, Thompson ha incontrato il chirurgo ortopedico che lo ha operato dopo la rottura del tendine d’Achille nel novembre 2020. Come segno di gratitudine, gli ha consegnato l’anello di campione NBA, quello conquistato con i Warriors nel 2022 dopo la vittoria in sei gare contro i Boston Celtics nelle NBA Finals.
“Oh mio Dio, è incredibile!” ha esclamato il dottor Ferkel, visibilmente emozionato, osservando l’anello scintillante tra le mani.
“Senza di te, non sarei mai potuto diventare il secondo miglior realizzatore di una squadra campione NBA”, ha detto Thompson. “Non posso ringraziarti abbastanza, non pensavo nemmeno che fosse possibile”.
La lunga strada verso il ritorno
La carriera di Klay Thompson ha attraversato momenti durissimi. Dopo la rottura del legamento crociato anteriore del ginocchio sinistro durante Gara 6 delle NBA Finals 2019 contro i Toronto Raptors, nel 2020 è arrivata la seconda tegola: la rottura del tendine d’Achille. Due infortuni gravi che avrebbero potuto mettere fine alla sua carriera.
Grazie al duro lavoro e all’aiuto di esperti come il dottor Ferkel, Thompson è tornato in campo il 9 gennaio 2022 contro i Cleveland Cavaliers, segnando 17 punti nella sua prima partita dopo oltre due anni di assenza.
Un medico di fiducia per le stelle NBA
Il dottor Ferkel non è nuovo nel mondo NBA: è stato anche colui che ha operato Steph Curry nel 2012, aiutandolo a superare i problemi cronici alla caviglia che minacciavano la sua carriera. Oggi Thompson continua il suo percorso con i Dallas Mavericks, dove sta viaggiando a una media di 13.9 punti, 3.5 rimbalzi e 2.0 assist a partita. Il suo gesto di riconoscenza mostra non solo la sua gratitudine personale, ma anche quanto il lavoro dietro le quinte di medici e staff riabilitativo sia cruciale per la carriera degli atleti d’élite.





