Cantù ha ragione di Rimini per 84-74 e la aggancia al secondo posto, con una partita in più ma con un importante 2-0 negli scontri diretti. Far scorrere l’indice sulla classifica è però come guardare nella palla di vetro trovata nella bottega di un vecchio rigattiere: impossibile predire il futuro delle contendenti ai playoff tra recuperi ancora da giocare, scontri diretti in calendario e trappole sparse ovunque (come dimostra la capolista in fuga Udine, subito caduta a Orzinuovi).
Meglio allora limitarsi al presente e scrutare nel tabellino della vittoria al PalaDesio, che di suo sì racchiude segnali importanti. A partire dai 24 punti e 9 assist in 24’ di McGee, che dopo i due “stop and go” di inizio stagione pare aver finalmente ingranato la marcia che gli compete, ovvero quella che può fare la differenza in A2 al pari di quanto sta facendo Hickey in Friuli.
24 punti con 9/13 dal campo anche per Basile, tornato sui livelli della prima parte del torneo, ma soprattutto bravo contro Rimini a cercare punti da sotto dopo aver sparacchiato un paio di volte dall’arco nella prima frazione. Un esercizio per ritrovare fiducia al tiro che gli permette dopo l’intervallo di infilare triple determinanti, come quella del 78-69 che spezza la rimonta degli ospiti a due giri di lancetta dalla sirena. Per l’azzurro del Wisconsin da annotare anche la difesa a lungo positiva su Justin Johnson (18 punti, 11 rimbalzi), mentre è decisamente da migliorare la mano ai liberi (1/7) come del resto vale per i suoi compagni (10/18 di squadra, con il 5/5 di Riismaa in controtendenza).
Il solo punto di Valentini dalla lunetta è invece ampiamente compensato dai 7 assist che – insieme a quelli di McGee – non fanno pensare all’assenza di De Nicolao, mentre la deficitaria prova al tiro di Moraschini (7, con 3/10 dal campo e 1/4 da oltre l’arco) viene attenuata dall’applicazione difensiva e dai preziosi minuti da aiuto-regista che a volte finiscono tuttavia per limitarlo offensivamente.
Per trovare l’indizio nascosto bisogna però leggere oltre il tabellino: perché quei 12 punti dell’infallibile Matteo Piccoli (2/2 da due, da tre e ai liberi), con l’aggiunta di 10 rimbalzi e 3 palloni recuperati nel decisivo break del terzo quarto in cui Cantù arriva anche a +18, sono l’eccezione statistica che dà la definitiva conferma di qualcosa che si erà già visto a intervalli e che i tifosi avevano già istintivamente captato. Ovvero che Piccoli è il leader emotivo dell’Acqua San Bernardo: se il roster non difetta certo di giocatori di esperienza e talento, la guardia arrivata dalla Vanoli Cremona è quello che più di tutti riesce a dare la scossa ai compagni e al pubblico, facendo aumentare i decibel del PalaDesio quando più serve.
«Penso di essere il tipo di giocatore che può e deve avvicinare la squadra ai tifosi e viceversa, una caratteristica che anche lo staff tecnico mi chiede di esprimere», ammette lo stesso Matteo Piccoli dopo la vittoria di Cantù su Rimini. «I tifosi ci sono sempre, sta a noi riuscire ad attivare il feeling con la continuità di risultati e con l’atteggiamento giusto».
Ecco, appunto, quale dev’essere quello di tutto l’ambiente in vista del weekend di Coppa Italia? «Vincere aiuta a vincere, come ho sperimentato con la Vanoli Cremona nella stagione 2022-2023», risponde Piccoli. «Ma soprattutto bisogna dimostrare che ci sei quando serve giocare bene, perché così gli avversari ti temeranno anche in futuro. Questo deve essere allora il nostro obiettivo nella Final 4 di Bologna: far sapere che ci siamo proprio come in questo importante successo su Rimini».
«Piccoli era arrabbiatissimo dopo la sconfitta di Udine e ha messo il countdown per la partita di oggi già da allora», rivela invece coach Nicola Brienza. «Diciamo che ha passato una settimana “leggermente carico”: le sue qualità sono sempre apprezzate, ma a un giocatore fa sempre bene vivere una serata da protagonista in attacco e sono contento che sia stata proprio questa. Qualcuno ha performato meno del solito, ma tutti hanno comunque dato il massimo per questa vittoria dalla doppia valenza per la classifica e che ci dà molto in termini di energia mentale».
L’ultimo sguardo al tabellino dice che nell’immediata rivincita di Coppa Italia contro Udine (venerdì 14 marzo, ore 18) occorrerà offensivamente qualcosa di più soprattutto dal pacchetto dei lunghi, che al netto di Basile e di una partita sviluppatasi soprattutto sul perimetro ha inciso assai meno del solito: 2 punti per Okeke (e qui, onestamente, non capiamo perché o gioca lui o gioca Possamai), 4 per Hogue e 5 per Baldi Rossi sono infatti numeri migliorabili. Sull’onda delle emozioni positive e con tanto di leader emotivo a suonare la carica. (Paolo Corio)





