LA VL Pesaro dopo una falsa partenza caratterizzata da 9 sconfitte nelle prime 13 partite era riuscita ad uscire da questo momento negativo, legato anche all’inaspettato addio di Sacripanti, affidandosi al pesarese d’adozione Spiro Leka che, dopo aver preso in mano le redini della formazione marchigiana, era riuscito ad imporre il suo gioco e a calmare un ambiente che ribolliva; ma nelle ultime uscite una serie di 3 sconfitte ha riportato Pesaro con i piedi per terra obbligando la squadra a dover sgomitare nuovamente per risalire la classifica e a dover fronteggiare una delicata situazione legata agli infortuni con una società che ancora non è riuscita ad intervenire adeguatamente sul mercato.
LE ULTIME USCITE
La squadra pesarese era riuscita a trovare un inaspettato equilibrio e una tranquillità che, dopo mesi difficili, aveva permesso ai propri giocatori di mettere finalmente in luce le proprie qualità agli ordini di un allenatore come Leka in cui non tutti riponevano totale fiducia. Ahmad stava dimostrando, partita dopo partita, di essere uno dei giocatori più decisivi della lega mentre le prestazioni sempre più solide e concrete di De Laurentiis e King avevano permesso alla VL Pesaro di riemergere dalle sabbie mobili della zona play-in sfiorando anche il quinto posto.
Nelle ultime tre prestazioni sono però arrivate tre pesanti sconfitte che hanno riportato la formazione marchigiana all’undicesimo posto facendo dubitare l’intero ambiente delle qualità dei singoli giocatori e del vero potenziale di questa squadra che sembra essere tornata indietro di svariati mesi e che non riesce più a nascondere i difetti del roster.
Uno dei principali fattori che hanno portato a queste sconfitte è legato agli infortuni che hanno fermato per diversi mesi Parrillo, un giocatore che con la sua costanza e solidità era stato fondamentale in più occasioni, e ora anche Bucarelli che negli ultimi mesi, a fronte di una condizione fisica non sempre all’altezza di Imbrò, era diventato il regista principale della squadra.
Gli infortuni di lunga durata e i piccoli acciacchi che hanno colpito vari atleti pesaresi hanno fortemente ridotto le rotazioni di coach Leka che non è più riuscito a mantenere il ritmo, l’aggressività e l’energia che avevano caratterizzato il periodo “delle vittorie” di Pesaro culminato con l’impresa al PalaDozza ai danni della Fortitudo.
ASPETTI POSITIVI
Nonostante le ultime prestazione è innegabile che la VL Pesaro abbia dimostrato appieno il suo potenziale inanellando una serie di 13 vittorie in 15 partite quando nessuno si aspettava più nulla dal roster e dal nuovo allenatore.
Questi risultati e le prestazioni dei singoli giocatori non possono essere stati un caso, ma l’espressione di quello che sarebbe dovuta essere la squadra marchigiana e le ragioni per cui, in fase di mercato, si era virato sul costruire un roster basato su una dimensione prevalentemente esterna.
Pesaro era riuscita a mettere in secondo piano i difetti dei propri giocatori esaltando la fase offensiva e, sfruttando le caratteristiche di alcuni dei propri tesserati come ad esempio lo stesso Parrillo, aveva limitato adeguatamente gli avversari migliorando anche l’aspetto difensivo e la vittoria in casa di Bologna aveva consacrato il sistema messo in piedi dal proprio coach che aveva rivitalizzato un ambiente estremamente deluso e sotto tono.
ASPETTI NEGATIVI
La squadra però, quasi in maniera inattesa, nelle ultime settimane sembra essere regredita sotto tutti gli aspetti: da quelli tecnico-tattici all’atteggiamento in campo che sembra essere quello dei primi mesi, caratterizzati da una lunga serie di sconfitte.
Una delle ragioni di questo calo può, però, essere ricondotta alla serie di infortuni che ha colpito la squadra fermando due dei giocatori cardine nonchè tra i più costanti e utilizzati in questi mesi di vittorie ovvero Parrillo, una delle chiavi difensive della squadra, e Bucarelli, che aveva preso le redini della regia della squadra dettando tempi e ritmo e riducendo le mansioni di Ahmad che poteva sprigionare il proprio talento offensivo.
Oltre a questi infortuni di lunga durata vanno menzionati anche acciacchi quotidiani come quello occorso a Zanotti o la forma fisica non sempre ottimale di Imbrò che non hanno mai permesso alla formazione pesarese di essere al completo sia in partita che durante gli allenamenti di coach Leka, durante i quali la squadra viene costantemente portata al limite.
Queste ragioni potrebbero essere le principali cause di un calo sia fisico che a livello di grinta e carattere della squadra, che non riesce più ad imporsi e fatica forse eccessivamente contro tutti gli avversari; a fronte di questi infortuni va però sottolineato un forte immobilismo sul mercato da parte della società, che ad inizio estate aveva dichiarato che l’obiettivo era un’immediata risalita in A1, ma che ora che dovrebbe “mettere le toppe” fronteggiando una situazione di esterna difficoltà sta tentennando forse troppo non permettendo ai propri giocatori di ritrovare quella calma e quella serenità che aveva consentito loro di mettere in luce il vero talento del roster risalendo la classifica.
OBIETTIVI PER IL FUTURO
Le partite mancanti di questa stagione sono ormai troppo poche per sognare o aspirare ad obiettivi impossibili da realizzare; la formazione pesarese deve quindi tornare con i piedi per terra e puntare a raggiungere il miglior posizionamento possibile cercando di evitare uno scomodissimo play-in che, se la situazione di difficoltà dovesse persistere, appesantirebbe e sovraccaricherebbe ulteriormente un roster che già non può essere definito lungo.
La VL Pesaro per raggiungere questo obiettivo e provare a lottare in post season per una promozione che ad oggi appare molto lontana dovrà ricompattarsi e far emergere nuovamente quelle e qualità e quel carattere che ha già dimostrato di avere venendo però supportata non solo dai propri tifosi, che non hanno mai fatto mancare il proprio sostegno, ma anche dalla società stessa.
