Anche fra i tifosi più appassionati, il nome James Dolan potrebbe non essere così familiare. Partiamo allora dalle basi: James Lawrence Dolan è un imprenditore americano, presidente esecutivo e amministratore delegato di Madison Square Garden Sports e Madison Square Garden Entertainment e presidente esecutivo di MSG Networks. Quindi – come avrete intuito – Dolan è il proprietario dei New York Knicks.
Questa è la descrizione che ne da Wikipedia, ma siamo piuttosto sicuri che se chiedessimo a qualcun altro, come ad esempio ad Adam Silver, ne darebbe una descrizione leggermente diversa. Ma perché proprio Adam Silver? Un attimo di pazienza e ci arriviamo.
Chi è (davvero) James Dolan
Dalle voci che girano sul suo conto, Dolan è un personaggio con una certa tendenza al conflitto. Diventato presidente del MSG Entertainment e quindi dei Knicks (e anche dei New York Rangers) nel 1999, nel corso della sua carriera si è scontrato col proprietario dei New York Jets Woody Johnson, con la NHL, con diversi politici di New York, ma anche coi suoi stessi fan e addirittura con suo padre Charles.
Inoltre, ormai due estati fa ha preso il via un caso senza precedenti nella storia dell’NBA quando i Knicks (ovvero Dolan) hanno lanciato un’accusa contro i Toronto Raptors, accusando un loro impiegato di aver rubato informazioni confidenziali prima di lasciare i Knicks, per i quali lavorava, per approdare appunto in Canada. Il caso non è ancora stato chiuso, ma ci fa capire che a Dolan il fegato non manca, specialmente per questo tipo di situazioni.
Ed ecco quindi che arriviamo al tema caldo di questi mesi in casa Knicks, in rottura ormai prolungata con la Lega.
Dolan vs Silver, Knicks vs NBA
Come dicevamo, Dolan è da qualche mese ai ferri corti con la lega, a cui ormai da mesi sta chiedendo ulteriori dettagli riguardo le sue spese senza però ricevere risposta. Dolan inoltre si è detto contrario a un’eventuale espansione della Lega con una nuova squadra WNBA, non senza fare un po’ di sana polemica:
Fino a quando non saranno fornite tali informazioni Continueremo a mettere in discussione qualsiasi azione che non vada a diretto e trasparente beneficio delle squadre NBA.
Il principale motivo di questa rottura fra lui e Lega, secondo diverse fonti interne all’NBA, sarebbe la modalità di spartizione delle entrate di quest’ultima, pensata per rendere la competizione più equa, togliendo quindi ai ricchi per dare ai poveri per dirla alla Robin Hood. E questo ha fatto indispettire non di poco Dolan, che in più riprese ha condannato la mancanza di trasparenza della Lega nella presa di queste decisioni. La scorsa estate l’imprenditore americano si è lamentato in più riprese delle mancate risposte da parte dell’NBA alla sua richiesta di informazioni sulla divisione delle suddette entrate.
C’è però un altro tema che turba Dolan e lo tocca più da vicino ed è l’accordo coi media siglato lo scorso anno per un valore di circa 75 miliardi, con il quale la distribuzione delle partite passerà maggiormente nelle mani degli emittenti nazionali a discapito di quelli locali. Il che chiaramente costituisce un problema per un proprietario di un gruppo di reti televisive regionali come Dolan, presidente di MSG Network.
Il nuovo accordo e i problemi di Dolan
Nella prossima stagione, quando entrerà in vigore il nuovo accordo, l’NBA trasferirà le partite ai suoi partner: ESPN, ABC, NBC e Amazon avranno tutte le loro finestre esclusive ogni sera della settimana entro metà della stagione.
MSG Network ha già registrato un calo di iscritti dell’11% negli ultimi 3 mesi rispetto all’anno scorso e si trova con un prestito che avrebbe dovuto pagare entro lo scorso ottobre. Ora la proprietà di Dolan sta provando a rinegoziare i termini dell’accordo ma, qualora non dovesse riuscire a farlo, la bancarotta diventerebbe una possibilità non così remota.
Dolan ha infatti fatto presente come questo nuovo accordo vada a mettere in pericolo tutto il mondo di reti sportive locali, a cui l’NBA non ha fornito nessun tipo di protezione.
Un accordo di tale dimensione andrà sicuramente a rimpinguare le tasche delle squadre più di quanto fatto col precedente e le proprietà ne trarranno sicuramente vantaggio, ma il focus del discorso di Dolan è un altro (ed è ovviamente figlio del proprio interesse).
E a questa accusa ha risposto Adam Silver, il quale ha ammesso che è vero che il nuovo accordo avrà un pesante impatto sui media locali, ma che in generale le franchigie ne usciranno avvantaggiate. Il nuovo accordo sui media, infatti, pagherà alla NBA una media di 6,8 miliardi di dollari a stagione per 11 anni, più di due volte e mezzo rispetto a quanto distribuisce l’accordo attuale.
Questo conflitto di interessi che riguarda i Knicks, però, affligge pochi altri proprietari: Ted Leonsis degli Wizards e Stan Kroenke dei Nuggets, entrambi proprietari di reti locali. Questo mette probabilmente in una posizione sfavorevole Dolan nelle sue battaglie contro la lega, in cui però il proprietario dei Knicks sembra non avere la minima intenzione di mollare l’osso.





