All’interno di settimane concitate per via dei Playoff, una notizia in serata ha bloccato tutta l’NBA: Gregg Popovich non allenerà più. L’ufficialità non arriva senza segnali, dati nei mesi precedenti dalle condizioni di salute precarie del coach, ma comunque rappresenta una svolta epocale nella storia recente della pallacanestro americana. Si ritira, infatti, l’allenatore più vincente di sempre in NBA.
Dopo che un ictus lo aveva colpito nel mese di ottobre, Gregg Popovich non era più tornato ad allenare i suoi amati Spurs. Sulla panchina di San Antonio il coach ha vinto 5 titoli NBA, nonché 1.390 partite in regular season e 170 ai playoff. Alla guida della franchigia texana dal 1996, da poco era arrivata l’ufficialità del suo ingresso nella Basketball Hall of Fame.
Gregg Popovich, tuttavia, non scomparirà del tutto dagli ambienti dell’NBA. Pur non potendo più allenare in panchina, infatti, l’americano manterrà il suo ruolo di President of Basketball Operations per San Antonio. Al suo posto, sulla panchina degli Spurs, confermato anche per il futuro l’assistente allenatore Mitch Johnson, che aveva già guidato la squadra in questi mesi di assenza di Popovich.
Poco dopo lo scoop, lanciato per prima da Shams Charania, i San Antonio Spurs hanno confermato ufficialmente il ritiro di Gregg Popovich. Di seguito, le parole dell’ormai ex allenatore della franchigia texana:
“Anche se il mio amore e la mia passione per il gioco restano immutati, ho deciso che è arrivato il momento di fare un passo indietro come head coach. Sarò per sempre grato agli straordinari giocatori, allenatori, membri dello staff e tifosi che mi hanno permesso di servire come allenatore degli Spurs, e sono entusiasta di poter continuare a sostenere l’organizzazione, la comunità e la città che significano tanto per me.”



