Negli ultimi anni, il college basketball negli Stati Uniti ha visto una crescente ondata di talenti provenienti dall’Europa, una tendenza che sta cambiando il volto del reclutamento universitario. Quello che una volta era un percorso impensabile per i giovani prospetti europei è ora diventato una scelta strategica, grazie a nuove opportunità economiche e alla possibilità di svilupparsi come atleti.
Perché i giocatori europei scelgono il college basketball?
La risposta è semplice: soldi e visibilità. I giocatori europei possono guadagnare cifre a sei o sette zeri attraverso i contratti NIL (Name, Image, Likeness), superando di gran lunga ciò che guadagnerebbero nelle loro prime stagioni da professionisti in Europa.
“Possono guadagnare in una stagione universitaria quello che otterrebbero in metà della loro carriera in Europa,” ha spiegato Avi Even, direttore delle operazioni di basket per Octagon Europe.
L’espansione del reclutamento internazionale
Un tempo limitato a poche università come Gonzaga, Davidson e Saint Mary’s, il reclutamento internazionale si è rapidamente diffuso, coinvolgendo programmi di punta come Kentucky, Purdue e Louisville. Un esempio lampante è Mihailo Petrović, giovane playmaker serbo che, dopo essere stato candidato MVP nella Lega Adriatica, si unirà a Illinois la prossima stagione.
Il ruolo degli agenti e delle agenzie
Gli agenti come Miško Ražnatović, famoso per rappresentare giocatori di alto livello come Nikola Jokić, stanno ora esplorando attivamente il mercato dei college americani. Ražnatović, che un tempo ignorava il basket universitario, oggi rappresenta tra i 35 e i 50 giocatori universitari.
“Prima non rispondeva nemmeno al telefono per l’NCAA,” ha rivelato Dražen Zlovarić, direttore del basket nordamericano per BeoBasket.
Il dibattito sulle norme di ammissibilità
Uno degli ostacoli principali per i giocatori internazionali è stato il rispetto delle regole di ammissibilità NCAA, che limitavano la possibilità di giocare a chi aveva già firmato contratti professionali. Tuttavia, negli ultimi anni, queste regole sono diventate più flessibili, consentendo ai giocatori di mantenere la loro eleggibilità purché abbiano ricevuto solo spese “effettive e necessarie”.
L’impatto sull’Europa: club professionistici in difficoltà
Mentre i giocatori europei trovano nuove opportunità negli Stati Uniti, i club professionistici del Vecchio Continente si ritrovano a perdere talenti senza compensazione. Franchigie come Maccabi Tel Aviv e FC Barcelona vedono i loro giovani migliori abbandonare le giovanili per approdare nei college americani, lasciando un vuoto difficile da colmare.
“Non possiamo competere. Non possiamo offrire nemmeno lontanamente gli stessi guadagni,” ha ammesso Himar Ojeda, direttore sportivo di Alba Berlino.
Il futuro del college basketball: sempre più globale
La stagione 2025-26 potrebbe essere un punto di svolta per il basket universitario americano, con sempre più giocatori europei pronti a diventare protagonisti. E mentre le università si contendono questi giovani talenti, il basket europeo rischia di vedere un esodo di promesse destinate a diventare star oltreoceano.
Il college basketball non è mai stato così globale. E la prossima generazione di talenti sembra destinata a passare dal Vecchio Continente al palcoscenico americano.





