HomeLega BasketSerie A2Urania Milano: bilancio della rifondazione e prossima stagione (con Cavallero)

Urania Milano: bilancio della rifondazione e prossima stagione (con Cavallero)

Con lo 0-3 contro Rieti si è chiusa la sesta stagione in A2 dell’Urania Milano (calcolando anche quella interrotta per il Covid). Come nelle due precedenti i Wildcats si sono fermati ai quarti playoff, anche se il cambio di formula del torneo rende difficile se non impossibile qualsiasi paragone con il passato.

Possibile invece fare il bilancio di un Campionato che ha visto l’Urania rifondare la prima squadra: nuovo coach, Marco Cardani; tanti i nuovi elementi nel roster, con Alessandro Gentile come colpo di mercato e con i soli Andrea Amato, Giddy Potts e Matteo Cavallero a fare da filo conduttore rispetto al più recente passato. Una rivoluzione dalle tante incognite, ma che alla fine ha portato a una stagione passata a lungo nelle zone d’alta classifica, prima che una mini-crisi primaverile (dettata in particolare dalle sconfitte interne con Vigevano, Orzinuovi e Livorno) portasse al fiato sospeso dell’ultima giornata. E alla vittoriosa trasferta di Brindisi che è valsa all’Urania l’ingresso diretto ai playoff da 7a assoluta della regular season.

Proprio quella decisiva, ultima impresa della stagione regolare è considerata da coach Cardani il momento più bello della sua prima stagione a Milano: “Il successo a Brindisi, contro una squadra che prima nei play-in e ora nei playoff sta dimostrando tutto il suo valore, mi ha dato una grande soddisfazione, confermandomi l’attaccamento di questo gruppo al club e la validità del lavoro svolto insieme durante l’intera stagione. Come tutte le altre squadra abbiamo avuto i nostri periodi difficili e non è stato facile gestire un gruppo con così tante forti personalità e con diversi giocatori che non si conoscevano. Siamo però riusciti a instaurare un clima di collaborazione in campo e di familiarità fuori che ha favorito il nostro percorso: l’obiettivo iniziale era quello di arrivare ai play-in, siamo quindi riusciti ad andare più in là”.

Un altro obiettivo era quello di valorizzare Matteo Cavallero, al quale coach Cardani ha dato gradualmente spazio sin dall’inizio e che ha chiuso la stagione al Palalido con una superlativa gara 3 contro Rieti da 33 punti (11/14 dal campo, 7/9 nelle triple). Un vero e proprio sigillo sul suo percorso di maturazione, che fa oggi della 22enne ala cresciuta nell’Urania un elemento-base della squadra 2025-2026. “L’ultimo roster è stato pensato proprio per riuscire a trovare spazio per Matteo, che è poi stato bravo a prenderselo soprattutto nel periodo dell’infortunio di Gentile”, ha raccontato sempre il suo allenatore. “Mi auguro che la prossima stagione sia quella della crescita definitiva: ha tutte le qualità e una predisposizione all’impegno per giocare anche al piano più alto”.

Nelle dichiarazioni a caldo di fine stagione, coach Cardani ha anche indicato il capitano Andrea Amato e Alessandro Gentile come gli uomini-cardine della futura Urania Milano, affermando che verranno fatti ragionamenti anche per altri già nel roster e che il mercato punterà ad avere una squadra con più alternative di gioco e con maggiori vantaggi generati dal palleggio.

Per quanto riguarda il nostro bilancio finale, c’è piaciuto più l’Alessandro Gentile della prima parte, capace non solo di ottime prove ma anche di trascinarsi dietro i compagni, rispetto a quello sempre efficace ma più “isolato” negli atteggiamenti della seconda (almeno per quello che abbiamo osservato negli incontri al Palalido). E’ tuttavia indiscutibile che i 17.8 punti di media di Gentile in regular season (con anche 5.4 rimbalzi e 3.7 assist) sono stati fondamentali per il Campionato di vertice dell’Urania, insieme con quanto a lungo prodotto dal suo amico Andrea Amato (12.4 punti, 5.2 assist) prima di una flessione finale che non ha comunque impedito al capitano dei Wildcats di mettere la firma (23 punti) sulla vittoria-playoff di Brindisi.

Se il resto degli italiani è poi riuscito a dare più o meno quello che ci si poteva aspettare, discorso a parte merita la coppia di americani. Non giudichiamo l’impegno (di certo presente), ma il contributo assoluto: oltre che sparire nella serie playoff con Rieti, sono riusciti a fare la differenza troppo poche volte in stagione rispetto a quanto richiesto a uno straniero in A2.

Giddy Potts, che abbiamo tanto apprezzato in passato, ha chiuso la regular season con 11.8 punti e 2.1 assist di media, numeri decisamente inferiori a quelli delle precedenti stagioni: forse non è stato trovato l’equilibrio migliore per la convivenza in attacco con Gentile, forse quei kg di peso in meno hanno paradossalmente finito per limitarlo nello spot di guardia, dandogli meno impatto fisico nei duelli in avvicinamento a canestro. Mentre la quasi doppia doppia di media (e di astuta esperienza) del 35enne Ike Udanoh (10.3 punti, 9.8 rimbalzi) non può non meritare la sufficienza, ma si è sviluppata con una presenza nel colorato un po’ troppo altalenante non solo nel corso del torneo, ma anche della stessa partita.

Come giusto e da copione, saranno comunque coach e dirigenza a decidere da chi ripartire. Noi chiudiamo le corrispondenze dal Palalido con l’immagine dei bambini e dei ragazzi delle giovanili dell’Urania premiati durante l’intervallo di gara 3: lo spirito dei Wildcats è quello. E va conservato anche in A2. (Paolo Corio)

Paolo Corio
Paolo Corio
Giornalista di professione, scrivo di basket per passione dall'ormai lontana stagione 1999-2000. Per BDP seguo principalmente Pallacanestro Cantù in LBA e Urania Milano in A2.

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