Cantù è 2-0 nella serie di finale su Rimini e ha potenzialmente 2 match point in casa per chiudere definitivamente la partita che vale la promozione in A. Uno in meno di quelli sprecati da Sinner al Roland Garros, tanto per invitare gli uomini di coach Brienza a non distrarsi. Ma se “resettare tutto” continua a essere il mantra da seguire, perché nei playoff di basket come nei match di tennis niente va dato per scontato, va però anche detto che la RivieraBanca non è parsa in gara 2 nelle condizioni psico-fisiche di Alcaraz a Parigi.
Certo il talento non manca e la determinazione è continuamente sollecitata da coach Dell’Agnello, ma nel 66-74 di martedì sera Rimini è sembrata in debito di energia e quindi di lucidità nel gestire i momenti decisivi. L’esatto opposto dell’Acqua San Bernardo, che grazie all’intensità fisica e alla presenza difensiva quando più contava ha fatto suo un match anche da 19 palle perse e solo 8 assist in tabellino, segnali di un attacco meno brillante del solito e più affidato alle individualità.
Non è del resto stato un caso che a fare la differenza offensivamente nell’ultimo e decisivo quarto sia stata l’esperienza di De Nicolao (8 punti, con due triple a lanciare la rimonta) e di Moraschini (13, incluso il siluro del 59-67 nel combattuto finale), insieme con quella del top-scorer McGee (20), che ha chiuso definitivamente i giochi con un adrenalinico tiro da oltre l’arco a 25” dalla sirena. Anzi, forse di adrenalina l’americano ne aveva in corpo pure troppa, visto l’epilogo finale che ha dato origine alla squalifica poi commutata in ammenda nel giro di poche ore.
Con McGee regolarmente al suo posto, l’auspicio per Cantù è di riuscire a replicare in gara 3 l’impatto sul perimetro della precedente (10 punti anche per Valentini, solita applicazione difensiva per Piccoli e Riismaa) e possibilmente di avere un maggiore contributo offensivo dai lunghi. Decisivo in gara 1, un Basile condizionato dai falli ha infatti chiuso martedì sera con 9 punti (da solo 5 tiri tentati) e 3 rimbalzi, mentre Okeke non è andato oltre i 4 rimbalzi in 11’ e Baldi Rossi oltre l’uno in 14’. Solo Hogue è riuscito a incidere nel colorato (8 punti, 7 rimbalzi), anche se poi l’Acqua San Bernardo è comunque riuscita a contenere Justin Johnson (12 punti, 6 rimbalzi) e a dominare a rimbalzo (49 a 36 il conto totale) anche e soprattutto grazie alla combattività di Moraschini (9) e alla reattività di Riismaa (7).
Dall’altra parte, il primo obiettivo di Rimini è presumibilmente invece quello di riuscire a meglio impattare la difesa canturina per ritrovare l’indispensabile contributo offensivo di Robinson (8 punti, con 0/5 nelle triple, dopo i 5 di gara 1) e di Tomassini (8, con 2/5 e 1/4), oltre che migliorare le percentuali di Marini (12, ma con 0/5 da due e 2/7 nelle triple).
A questo punto della serie e della stagione per vincere conterà però soprattutto avere un po’ più di energia in corpo e un po’ più di lucidità nella mente quando la temperatura del pallone supererà quella già altissima del palazzetto. Con il vantaggio per Cantù di poter contare su due match point in un PalaDesio sold out, senza dubbi sul fatto di avere il tifo a favore. (Paolo Corio)





