Phil Handy, tre volte campione NBA e ora nel coaching staff dei Dallas Mavericks, ha rilasciato un’intervista esclusiva a Eurohoops durante la sua visita estiva in Grecia, toccando vari temi tra cui etica del lavoro, sviluppo dei giocatori, cultura cestistica europea e la sua esperienza con leggende come LeBron James, Kobe Bryant e Kawhi Leonard.
L’assistente allenatore ha spiegato cosa accomuna i più grandi campioni del gioco: “Sono tutti diversi, ma hanno tre qualità in comune: un’etica del lavoro fuori dal comune, una dedizione totale, e un’intelligenza cestistica eccezionale. Studiano il gioco in modo profondo e vedono il campo in maniera superiore.”
Handy ha poi parlato con entusiasmo di Kendrick Nunn, oggi protagonista al Panathinaikos: “L’ho affrontato nelle Finals 2020 quando era a Miami e poi allenato ai Lakers. È un giocatore fenomenale. Gli infortuni lo hanno rallentato, ma qui in Grecia ha ritrovato gioia e continuità. I tifosi, il club, la comunità lo hanno abbracciato.”
Sulle possibilità di un ritorno in NBA, Handy è stato chiaro: “Dipende da lui. Ma con la qualità di vita, i tifosi e il livello di gioco che ha trovato qui, non so se tornerei indietro. Potrebbe anche decidere di chiudere la carriera in Grecia.”
Lo sguardo è anche rivolto al futuro: Cooper Flagg, prima scelta assoluta del Draft NBA, sarà il prossimo progetto di Handy. “È un talento senza limiti. Non lo conosco ancora bene, ma sono entusiasta di aiutarlo a sviluppare tutto il suo potenziale.”
Infine, Handy ha analizzato la differenza tra NBA e basket europeo: “Negli Stati Uniti è una lega guidata dai giocatori. In Europa, invece, il potere è ancora nelle mani degli allenatori. C’è struttura, rispetto, e una purezza che amo. I coach sono ancora i veri leader.”
Un’intervista ricca di spunti, che conferma quanto il basket europeo venga oggi riconosciuto e apprezzato anche da chi ha vissuto i vertici dell’NBA.
