L’estate 2025 ha portato un vento di cambiamento in casa Openjobmetis Varese, che si prepara ad affrontare la stagione del suo ottantesimo anniversario con una rosa profondamente rinnovata, una guida tecnica confermata e un mix di italianità e internazionalità strategicamente calibrato. Il progetto, guidato dall’AD Luis Scola e dai general manager Zach Sogolow e Maksim Horowitz, guarda con fiducia al futuro: valorizzare i talenti locali senza rinunciare a profili stranieri di qualità.
Gli addii
Il mercato in uscita segna diverse partenze importanti. Tra queste figurano Desonta Bradford e Grant Anticevich, assenti dalla prossima stagione a causa di prestazioni deludenti o limitate opportunità in campo. Ancora più alta è l’attenzione sul futuro di Jaylen Hands, playmaker statunitense esploso come leader offensivo con quasi 20 punti e 5 assist di media:una delle rivelazioni della stagione varesina in entrambe le gestioni tecniche.
In aggiunta, non rientrano nel progetto per il 2025-2026 giocatori come Jordan Harris, Ethan Esposito, Elijah Mitrou‑Long, Kaodirichi Akobundu‑Ehiogu, Justin Gray e Nicolò Virginio, tutti in uscita dopo stagioni in biancorosso. Insomma una vera e propria rivoluzione per adattare il roster alle esigenze tecniche di coach Ioannis Kastritis.
I volti nuovi
Uno degli obiettivi centrali è stato il mantenimento del nucleo italiano che ha ben figurato nella stagione precedente. In primis, la conferma di Davide Alviti, autentico punto fermo sul perimetro, ritenuto essenziale sia dal coach Ioannis Kastritis che dalla società. Accanto a lui, il capitano Matteo Librizzi, simbolo “made in Varese”, ha prolungato il contratto fino al 2028, confermando la sua leadership e appartenenza al club. Non meno importante è la riconferma del giovane talento Elisee Assui (2006), già protagonista nella squadra Under 20 campione d’Europa di categoria . A completare il reparto tricolore arriverà Maximilian Ladurner, lungo classe 2001 dalla Virtus Torino.
Passando al capitolo stranieri, gli arrivi di Tazè Moore e Stefan Moody portano qualità nel reparto esterni, ma serve assolutamente iniziare a puntellare la squadra sotto canestro. L’arrivo di Nate Renfro va in quella direzione ma potrebbe non bastare. Soprattutto alla luce delle difficoltà avute dai biancorossi nella passata stagione proprio sotto le plance.
Gli obiettivi
Fare nomi non è facile, visto che la dirigenza varesina spesso ci ha sorpreso con nomi poco gettonati, capaci di fare la differenza. Sicuramente l’obiettivo è quello di costruire un roster con un giusto mix tra esperienza e gioventù, dando fiducia ai prodotti del settore giovanile. Idea che coach Kastritis condivide appieno, visto il finale della passata stagione.





