A diverse ore dalla vittoria dell’Italia sulla Bosnia, continua a far discutere l’espulsione di Gianmarco Pozzecco. Non è la prima volta che il ct della Nazionale si vede coinvolto in episodi del genere, ma il coach degli azzurri nelle dichiarazioni post partita ha fatto intendere di non essere d’accordo con la lettura della terna, a suo dire troppo esagerata. Abbiamo allora chiesto un parere su quanto accaduto a Silvio Corrias, ex arbitro di Serie A presente nella nostra chat premium e che vi invitiamo a seguire sul suo portale personale WeRef. Di seguito, le clip incriminate con il suo commento.
Dopo il canestro realizzato da Fontecchio, Nurkic rimette per Atic proprio sulla linea lato tavolo e panchine. Pozzecco chiama uno schema difensivo ma entra almeno un metro all’interno del campo proprio vicino a dove Antic riceve la palla: inevitabile il fallo tecnico comminato da Praksch!
Roberson realizza da tre punti, Pajola e Diouf cercano di organizzare la rimessa dal fondo! Pozzecco imbestialito entra di nuovo in campo per redarguire i suoi giocatori! Marques, flemmaticamente, indica che il coach è dentro al campo e sanziona il secondo fallo tecnico: espulsione! Doppia ingenuità del coach, soprattutto la prima in cui Pozzecco intralcia nettamente il gioco. Posto che la linea perimetrale del campo è un ostacolo insormontabile per chiunque occupi l’area della panchina, e che il superamento delle due linee esterne pervadano immediata sanzione: prima un richiamo poi un fallo tecnico! Assistiamo costantemente a sconfinamenti accompagnati da atteggiamenti protestatari o provocatori, con bonarie paternali e “riaccompagnamenti” sotto braccio.
Probabilmente visto il momento della gara, e l’ininfluenza della presenza del coach nell’azione: quando entra la palla è morta e non ci sono avversari nelle vicinanze; Marques avrebbe potuto – signorilmente, solo con la sua presenza fisica e senza toccarlo – spingere il coach fuori dal campo, magari con qualche parola dura! Dal punto di vista regolamentare la decisione è ineccepibile, quindi ci aspetteremmo di vedere la stessa rigidità nei match futuri, pur non avendo avuto simile riscontro nei precedenti.
La sensazione di queste prime partite è che troppo spesso la soggettività prevalga sull’oggettività: l’arbitro impegnato in quel momento decide quale peso e quale misura utilizzare! Grande influenza spetta al Crew Chief (primo arbitro) che guida “sapientemente” le review all’IRS. Porto questi semplici esempi: Doncic/Okobo nessun provvedimento Prepelic fallo normale! Francisco/Hrovat due falli tecnici, uno sloveno e tre francesi entrano in campo: un espulso per parte. Gegic/Ricci dopo il fallo di Spissu nessun provvedimento. Le regole sono chiare, se ogni arbitro interpreta a suo uso e consumo, non può esistere uniformità!
Canestro valido o non valido?
Gegic penetra e tira, la palla rimbalza sull’anello mentre Atic in volo afferra l’anello con la mano sinistra e schiaccia la palla con la mano destra! Kallio – coda – fischia interferenza e indica rimessa Italia. Marques – centro – indica la linea di fondo. Mentre sul tabellone vengono attribuiti due punti alla Bosnia, Fontecchio rimette dalla linea di fondo. L’azione dell’Italia finisce con un tiro sbagliato di Melli ed il rimbalzo catturato da Nurkic. Immediatamente Kallio – guida – che si era accorto dell’errore (errata attribuzione di punti – errore correggibile di tipo 1) si reca al tavolo per specificare che il canestro di Atic deve essere cancellato per interferenza offensiva!
Come spesso accade una errata comunicazione può provocare delle incomprensioni che se “dimenticate” possono creare danni anche indiretti (differenze canestri). L’arbitro Kallio ha dimostrato concentrazione ed attenzione nel rendersi conto che il punteggio era cambiato, ha interrotto il gioco alla prima occasione senza creare svantaggio a nessuno proprio nel momento in cui inizia e il nuovo controllo di 23” per la Bosnia. Poi correttamente resettati a 24! Se possiamo muovergli un appunto riguarda la mancata segnalazione di “no basket” e l’eventuale utilizzo del segnale non convenzionale spesso utilizzato per far capire che il giocatore si è aggrappato all’anello.

