Il 9 Settembre si è svolta a Trento la presentazione ufficiale dell’americano D.J. Steward. Il Direttore Sportivo della Dolomiti Energia Trentino Rudy Gaddo gli ha dato il benvenuto con queste parole:
DJ Steward è stato uno dei primi giocatori che abbiamo individuato insieme a coach Cancellieri per costruire la squadra. Non è stato però uno dei primi che abbiamo firmato: è stata un’estate lunga, fatta di attese dove ci sono stati momenti positivi e altri in cui, vedendolo disputare ottime partite in Summer League, pensavamo che non saremmo riusciti a portarlo qui. Con DJ avevamo un interesse reciproco, abbiamo aspettato la conclusione della Summer League e poi siamo riusciti a finalizzare l’accordo. Steward è una comboguard moderna, crediamo possa darci quel talento e quella creatività che servono in un roster pensato per avere le caratteristiche tipiche di Trento: corsa e difesa. In queste prime uscite abbiamo capito di avere un gruppo di ragazzi a cui piace giocare insieme: coach Cancellieri, con i suoi assistenti, sta facendo un grandissimo lavoro per mettere insieme i pezzi.
La parola è passata poi a Steward:
Le tue prime impressioni su questa nuova esperienza a Trento?
Ho parlato con Rudy e con coach Cancellieri e mi sono sentito subito molto bene: i loro piani e la loro idea di squadra mi convincono, e soprattutto mi lasciano essere me stesso in campo e fuori. Prima di firmare con Trento ho sentito anche Jordan Ford: è stato uno degli elementi decisivi, perché mi ha parlato benissimo del club, dell’organizzazione e della città. Conosco un po’ la storia del club e quello che è stato fatto lo scorso anno: adesso voglio che insieme riusciamo a costruire la nostra storia a Trento.
Com’è stato l’impatto con il livello italiano in queste prime amichevoli?
Il basket NBA e quello europeo sono molto diversi: il campo è più piccolo, non c’è la regola dei tre secondi difensivi e l’intensità è maggiore. Negli anni scorsi potevo concedermi qualche possesso per riposare, qui non è possibile: bisogna giocare sempre al 100%. Nelle prime quattro partite l’ho capito bene e sto lavorando per migliorare.
La prima prima impressione del gruppo e dei vari compagni?
Penso che abbiamo una squadra interessante: Jones può giocare con la palla e senza, abbiamo tanti tiratori e ottimi lunghi; quindi, credo che ci siano tutti i pezzi per fare bene. È arrivato anche Khalif, che ci darà un grande contributo: è un ottimo giocatore.
Come mai hai scelto di venire in Europa?
Questa è la mia quinta stagione da professionista e sentivo di dover affrontare un nuovo passo per crescere e credo che Trento sia il posto giusto per migliorare. Giocare l’EuroCup ha avuto un peso importante nella mia scelta: è una competizione di altissimo livello, con tantissimi giocatori di talento. So che non sarà facile, dovrò lavorare ogni giorno per dimostrarmi all’altezza.
Un aspetto in particolare sul quale hai lavorato durante l’offseason?
Ho lavorato sicuramente sul mio playmaking, sulla velocità con cui leggere il gioco. Ho cercato di migliorare la mia tenuta fisica a livello di ritmo e sulle mie skill difensive, sento che posso difendere su tanti ruoli, dall’1 al 4. E ovviamente sul mio tiro dal palleggio che penso di aver migliorato molto.
Cosa ha significato per te giocare per Duke e per una leggenda come coach Mike Krzyzewski?
È stato meraviglioso, anche se in un periodo particolare, quello del Covid, in cui non abbiamo avuto i tifosi. Duke è sempre stato il college dei sogni sin da bambino; quindi, arrivarci è stato un sogno che si avverava. Non abbiamo avuto una buona stagione, ma giocare per un Hall of Famer come Coach K e un vice come coach Scheyer, che mi ha reclutato, è stato incredibile: sono ancora in contatto con entrambi, mi hanno augurato buona fortuna quando ho firmato con Trento. Ricordo che quando ci siamo salutati Coach K mi ha detto di essere sempre me stesso e di non perdere mai il sorriso che ho.
Hai parlato con Jordan Ford di Trento, giusto?
Esatto, ho visto molti video che Jordan aveva realizzato quando era qui e mi hanno aiutato a capire cosa mi aspettasse. Vedere i miglioramenti che ha fatto da quando eravamo compagni agli Stockton Kings mi ha confermato che scegliere Trento sarebbe stata una grande opportunità per la mia carriera.
