Simone Pianigiani, uno degli allenatori più vincenti del basket italiano, ha deciso di mettere nero su bianco la sua esperienza con il libro Essere coach.
Un coach protagonista del basket italiano ed europeo
Simone Pianigiani, 56 anni, è uno degli allenatori più vincenti della storia del basket italiano. Senese, cresciuto nelle giovanili della Mens Sana, ha portato la sua città sul tetto d’Italia e sfiorato l’élite d’Europa. In carriera ha conquistato:
7 scudetti (6 a Siena e 1 con Milano, oltre a quello revocato per il crack Montepaschi)
3 Coppe Italia
7 Supercoppe italiane
Successi in Turchia e Israele
Una lunga esperienza come CT della Nazionale italiana
Oggi, oltre a collaborare come opinionista televisivo, ha deciso di raccontare la sua storia nel libro Essere coach (Piemme), in cui intreccia le sue esperienze sportive con quelle manageriali.
«Essere coach»: sport e azienda, una lezione di leadership
Il libro nasce dal desiderio di condividere un metodo che va oltre il parquet:
«Nello sport ci vorrebbe più azienda e nelle aziende più sport. Un coach è un facilitatore: mette insieme un gruppo per un obiettivo».
Pianigiani si propone anche come motivational speaker, portando nel mondo delle imprese le logiche di gestione, resilienza e leadership sviluppate in anni di panchina ad altissimo livello.
Gli anni irripetibili di Siena
Con la Mens Sana Siena, Pianigiani ha scritto una delle pagine più belle del basket europeo:
Ha portato un club di provincia fino alle Final Four di Eurolega
Ha guidato una squadra capace di vincere 6 scudetti consecutivi
Ha trasformato Siena in un simbolo di passione e orgoglio
«Era una favola irripetibile. Siena era una piccola città che riusciva a battere corazzate europee. Un’avventura che porterò sempre nel cuore».
L’esperienza all’Olimpia Milano
Nel 2017 il tecnico approda sulla panchina dell’Olimpia Milano, raccogliendo la sfida di riportare il club ai vertici nazionali ed europei. In due stagioni vince subito lo scudetto e contribuisce a rilanciare il progetto biancorosso, pur tra difficoltà e infortuni pesanti (Gudaitis, Nedovic, James).
Ricorda con particolare stima la figura di Giorgio Armani:
«Un gentleman che viveva lo sport sopra l’umoralità del risultato. Guardava al lungo periodo, al di là del singolo canestro».
Sei anni alla guida della Nazionale
Dal 2009 al 2015, Pianigiani ha guidato la Nazionale italiana. Nonostante il talento, gli Azzurri non riuscirono a conquistare una medaglia, complice anche la scarsa disponibilità dei giocatori da parte dei club.
«Il nostro massimo fu il Top 8 d’Europa. Forse con la Lituania nel 2015 ci saremmo riusciti. Ma quell’esperienza ha gettato le basi per l’Italia del futuro».
Dalla panchina alla TV: una nuova sfida
Dopo anni in campo, Pianigiani si è reinventato come commentatore tecnico:
«Stare dietro le quinte è stimolante. È un modo diverso di prepararsi e di fare squadra. Ho cercato di dare letture senza fare il professorone».
Rimpianti e sogni per il futuro
Se c’è un rimpianto, riguarda la scelta di lasciare troppo presto il Fenerbahçe per guidare la Nazionale:
«Forse avrei dovuto restare. Ma la chiamata dell’Italia fu irresistibile».
Il futuro, però, resta aperto:
«A 60 anni mi sento pronto per una nuova tappa del viaggio. Allenare significa crescere, contaminarsi con esperienze diverse e lasciare una legacy».
