Nella puntata di Backdoor Call, Marco De Benedetto ha riflettuto sullo stato dell’Eurolega e sull’impatto delle nuove squadre che si affacciano alla competizione.
Cosa ti ha colpito dell’estate di Eurolega?
L’allargamento delle squadre e l’invecchiamento del parco giocatori hanno accelerato un ricambio che forse ci si aspettava più avanti. Nuovi volti sono entrati nel panorama, ma resta la disparità di fondo: top club che spendono sempre di più e squadre con budget molto più ridotti. È un modello che resta poco sostenibile, un sistema in cui le distanze economiche incidono troppo sugli equilibri.
E sulle nuove squadre come Hapoel e Dubai?
Entrambe hanno costruito roster con interpreti di livello altissimo. Dovranno però trovare in fretta identità, chimica e gerarchie. Non va trascurato lo sforzo logistico: l’Hapoel vive e si allena a Sofia, mentre Dubai – che deve anche disputare l’Adriatica – sarà costantemente in viaggio. Anche se si muovono in charter, la fatica degli spostamenti potrebbe incidere nei momenti chiave della stagione. Per l’Eurolega sarà uno shock accogliere due realtà simili, ma la curiosità di vederle all’opera è tanta.
