Maurizio Gherardini ha spiegato ai nostri microfoni, forse, la novità più importante della prossima stagione di Legabasket a livello mediatico, ovvero LBATV. Un progetto pionieristico, che da diverse latitudini viene guardato con curiosità e che come tutte le novità ha suscitato entusiasmo e dubbi. Il presidente di Legabasket ce l’ha spiegata nel dettaglio.
LBA TV è una novità importante: com’è nata l’idea e quali prospettive avete per rispondere alla fame di basket dei tifosi?
Abbiamo deciso di anticipare i tempi vedendo come si muoveva il mercato dei diritti: diventare editori ci dà una base minima di sostenibilità e ci permette di costruire un prodotto editoriale vicino alle esigenze dei tifosi. In 5-6 settimane è stato messo in piedi tutto: c’è molto da migliorare, ma era fondamentale partire. In questo momento ci sentiamo un po’ “cavie”: arrivano telefonate curiose da tutta Europa, non solo dal basket. L’offerta ai tifosi verrà via via segmentata con più opzioni. È anche un modo per coinvolgere i club in modo diverso: tutti devono essere responsabili e proattivi nell’attivare la propria fanbase, perché LBA TV è un asset comune da far crescere “come una pianta”. Condividere i dati sarà cruciale: sono la ricchezza che consente di sviluppare la Lega e attrarre sponsor. Avere una realtà come Sky che produce e amplia la copertura aiuta; sono stato felice di vedere Alessandro Mamoli prendere in mano l’editoriale e mettere in campo un team di talenti, e ora lavoreremo sui contenuti extra-partita. Siamo alla settima settimana: serve pazienza. Più diventa forte LBA TV, più diventa forte la Lega. In parallelo, stiamo pensando a un “hub” digitale che raccolga più cose e più dati: è una sfida, ma vale la pena provarci.
È pensabile aumentare l’accessibilità a giocatori e allenatori per il lavoro giornalistico sul web?
C’è la volontà di andare in questa direzione. I club devono essere più responsabilizzati in questo processo, ma tutte le componenti devono essere coinvolte: tutti devono conoscere il potenziale degli strumenti e capire che l’accessibilità ai protagonisti è fondamentale per promuovere il prodotto. Stiamo lavorando anche per offrire ai club qualcosa che ne evidenzi l’importanza. Senza scomodare tutta la storia dello sport professionistico americano, basta guardare l’Eurolega: cambiare approccio e aumentare l’esposizione di giocatori e allenatori è essenziale per migliorare la Lega e il suo business.




