Nell’ultima puntata di Backdoor Call, Marco De Benedetto ha analizzato la fine dell’era Ettore Messina all’Olimpia Milano, concentrandosi soprattutto sugli aspetti emotivi e psicologici che hanno portato alla chiusura del ciclo. Ecco i passaggi principali del suo intervento.
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«Abbiamo sempre detto — non solo noi — che ogni allenatore deve esprimere nel modo migliore le sue qualità. Le qualità di Peppe non sono solo quelle, ma sicuramente il fatto di essere empatico e di farne una forza è evidente. È una cosa che porterà all’ambiente in automatico, senza sforzarsi, ma non sarà l’unica cosa.»
«Credo che ci sarà emotivamente una spinta anche solo come effetto rimbalzo, con la voglia dei ragazzi di dimostrare di essere un po’ migliori di quanto visto finora. Tra problemi, infortuni e tutto il resto, poteva andare meglio.»
«Io l’ho intesa come la fine di un percorso soprattutto dal punto di vista emotivo. A questi livelli, con lo stress e la pressione costante dell’Eurolega e del campionato, se non sei al massimo delle motivazioni e della tenuta psicologica viene meno anche la voglia di fare l’extra sforzo. Probabilmente, a Milano negli ultimi tempi c’era questo stato mentale: la macchina batteva in testa.»
«Gli argomenti psicologici erano diventati ridondanti, quasi noiosi. C’era bisogno di freschezza.»





