Luca Banchi, attuale commissario tecnico della Nazionale italiana di basket, ha recentemente espresso forti preoccupazioni riguardo il calendario di EuroLeague e le recenti dimissioni di allenatori di grande calibro come Ettore Messina e Zeljko Obradovic. Le sue dichiarazioni, rilasciate dopo la vittoria dell’Italia contro la Lituania nelle qualificazioni al FIBA World Cup, mettono in luce le difficoltà legate a un programma troppo intenso che mette sotto pressione gli allenatori e i giocatori.
L’intensità del calendario EuroLeague: un problema crescente
Luca Banchi ha evidenziato come, nonostante EuroLeague non sia nemmeno a metà stagione, siano già avvenuti ben cinque cambi di allenatori. Un numero che, secondo il coach italiano, merita una riflessione più profonda sul modello attuale della competizione europea.
“Se vogliamo emulare la NBA con un programma così fitto, dobbiamo accettare che le sconfitte diventeranno più probabili. Il valore di una singola partita diminuisce”, ha dichiarato Banchi. “Con questo programma, non è umano. Giocare ogni notte lascia poco tempo per riposare, recuperare o prepararsi come si dovrebbe.”
Messina e Obradovic: la necessità di tempo per costruire
Banchi ha poi parlato del fatto che allenatori come Ettore Messina e Zeljko Obradovic necessitano di tempo per costruire e lasciare il loro segno sulle squadre che allenano. La frenesia del calendario non consente loro di sviluppare al meglio i giocatori, creando una pressione che, secondo Banchi, “uccide” i coach:
“Questi allenatori hanno bisogno di tempo per costruire relazioni con i giocatori e sviluppare una squadra”, ha aggiunto Banchi. “Un calendario così fitto rende impossibile fare tutto questo.”
Un cambiamento urgente per il futuro del basket europeo
Luca Banchi ha concluso il suo intervento con una riflessione sul futuro del basket europeo, chiedendo un cambiamento sostanziale nel formato di EuroLeague. Secondo lui, il sistema attuale sta danneggiando il livello del gioco e, se non verranno apportate modifiche, il basket europeo rischia di intraprendere la strada sbagliata:
“Sono solo un piccolo pezzo in questo mondo del basket, ma non mi piace come stanno andando le cose. Se vogliamo un basket migliore, dobbiamo cambiare il formato”, ha concluso il CT azzurro.
