Per la Trapani Shark è arrivato il momento della verità. Il progetto sportivo si incrina proprio mentre esplodono le tensioni interne: Jasmin Repesa ha lasciato la guida tecnica, il capitano Amar Alibegovic è stato messo fuori squadra e l’intero gruppo vive giorni di forte agitazione. Le criticità accumulate negli ultimi mesi, in particolare quelle legate ai pagamenti e ai fascicoli aperti presso la Federazione, stanno trasformando il futuro granata in uno scenario carico di incertezze. Questo il recap della situazione svolto da Giuseppe Nigro per La Gazzetta dello Sport.
Alla Procura Federale sono stati trasmessi due nuovi fascicoli che si aggiungono a quelli già aperti. Uno riguarda la mancata chiarezza del club sulle scadenze relative ai tesserati; un altro, più pesante, coinvolgerebbe l’Agenzia delle Entrate per una cifra attorno ai 120 mila euro. Nel mirino c’è soprattutto il mancato rispetto delle rate concordate, un tema che riporta alla memoria la vicenda della Virtus Roma del 2020, quando la società capitolina rinunciò alla stagione per debiti analoghi.
Lo staff si sfalda, la squadra non si allena
Durante la pausa di campionato Repesa ha provato a mantenere la barra dritta, programmando un ritorno graduale agli allenamenti. Ma la situazione è precipitata: gran parte dello staff ha fatto rientro a casa, la squadra non si è più presentata in palestra e l’allenatore, di fronte a un quadro ormai ingestibile, ha comunicato la propria decisione di non proseguire.
La società, dal canto suo, non ha confermato ufficialmente le dimissioni del coach. Ma nelle stesse ore ha comunicato l’esclusione di Alibegovic, una scelta che ha ulteriormente alimentato lo sconcerto tra i tifosi. In questo clima di confusione, la società ha affidato la panchina ad Alex Latini, già assistente. Infatti, nonostante le sue dimissioni siano state rifiutate, secondo Alessandro Maggi, Jasmin Repesa avrebbe già lasciato l’Italia.
Cosa riserverà il futuro?
La Trapani Shark spera di poter riprendere una parvenza di normalità a partire dalla settimana successiva, nonostante le scadenze federali di novembre e dicembre siano ormai state superate senza che la documentazione richiesta venisse completata. I siciliani hanno già pagato un conto salato: un primo procedimento federale si era concluso con una penalizzazione di 4 punti, ridotta poi a 2, ma il rischio che nuove verifiche portino a ulteriori sanzioni non è affatto escluso. Paradossalmente, la squadra fino allo stop era anche in corsa per la vetta della classifica, con otto vittorie consecutive.
Il quadro, quindi, resta nebuloso. Mentre la Federazione attende risposte esaustive e valuta gli atti ricevuti, la società prova a evitare che la stagione deragli definitivamente. Ma il nodo resta sempre lo stesso: senza garanzie economiche e senza una guida tecnica stabile, il progetto che aveva riportato entusiasmo in città rischia di sgretolarsi rapidamente. Se a questo si aggiunge l’insolito silenzio di Valerio Antonini in queste ore, la preoccupazione dei tifosi cresce ulteriormente. Trapani ora deve correre contro il tempo: chiarire la posizione finanziaria, ricomporre il gruppo, scegliere una linea tecnica. Perché, nel caos, la stagione non aspetta.





