La Victoria Libertas Pesaro, dopo i primi mesi di campionato, sta iniziando a ricevere risposte sui tanti interrogativi che erano sorti ad inizio stagione quando la società marchigiana aveva iniziato una piccola rivoluzione con l’arrivo di Alessandro Dalla Salda.
I pesaresi avevano deciso di costruire un roster caratterizzato da un mix di esperienza e gioventù con giocatori, come Tambone, esperti e provenienti persino dalla A1 assieme a giovani molto promettenti come Trucchetti uniti assieme da 2 giocatori stranieri esordienti per la categoria, ma con carriere di alto livello ovvero Miniotas e Felder.
Al timone della squadra la società, dopo lunghe discussioni, aveva virato sulla conferma di Spiro Leka che aveva però chiuso la precedente annata sotto accusa da parte sia dei tifosi che dei dirigenti e proprio da qui erano sorti i primi interrogativi su quelli che sarebbero stati gli obiettivi dei biancorossi, ma la squadra già dalle prime settimane aveva messo in luce le proprie qualità occupando da subito le prime posizioni della classifica, mantenute fino ad ora.
Aspetti positivi
Analizzando l’andamento della stagione giocata da Pesaro fino ad oggi è evidente come la formazione di coach Leka sotto l’aspetto offensivo risulti sempre incisiva e questo è un’ulteriore conferma che il roster sia un ottimo connubio di talento e gioventù che permette di rendere al meglio i giocatori più esperti come Tambone, Bucarelli e Miniotas, che di fatto sono i leader della squadra, sia permettere la crescita e di portare il loro concreto e decisivo apporto anche ai giocatori più giovani e in rampa di lancio come Trucchetti, Virginio, Bertini o un sempre più pronto Maretto che è già nel mirino di squadre del piano superiore.
La VL Pesaro sul parquet ha sempre dimostrato di potersela giocare contro tutte le formazioni e, anche nei momenti di difficoltà, è riuscita a rispondere sfruttando il talento e le qualità di giocatori che poche altre formazioni di A2 possono vantare nel roster, soprattutto tra i gli esterni dove Pesaro è tra le migliori della categoria.
Questo equilibrio all’interno del roster, di cui anche Leka ha i giusti meriti, si evidenza anche nel numero di assist a partita e nella capacità di riuscire non solo a rispondere nei momenti di difficoltà, ma anche di resistere alle fiammate avversarie o di riuscire a non soffrire ad eventuali assenze, come ad esempio quella di Felder a causa del suo infortunio, o quando un giocatore non riesce ad incidere all’interno di un match e questi sono proprio i fattori che hanno permesso ai pesaresi di occupare da inizio stagione le posizioni più alte della classifica.
Aspetti negativi
Le maggiori criticità in questa stagione provengono dal reparto dei giocatori interni e da un Kay Felder che non è mai riuscito a trovare costanza in campo per via di un infortunio che si protrae da inizio stagione.
L’assenza o comunque l’impossibilità di poter contare sul 100% della condizione del playmaker americano è, per Pesaro, un grosso svantaggio che grava sulle spalle degli esterni biancorossi che sono costantemente chiamati ad un lavoro e un minutaggio extra che, se prolungato per un numero eccessivo di partire, risulta uno sforzo fisico e mentale che toglie ai migliori interpreti della Victoria Libertas freddezza e precisione.
La formazione biancorossa in questa prima frazione di campionato ha anche sofferto dentro l’area non per le scarse qualità dei propri interpreti, infatti Miniotas e De Laurentiis sono giocatori di altissima qualità per la categoria, ma perchè sono solo in 2 i giocatori biancorossi capaci di portare il proprio contributo dentro l’area poichè il giovane Fainke non è mai entrato nelle rotazioni e le sue presenze si contano sulle dita di una mano.
Le difficoltà e gli aspetti negativi di Pesaro non sono quindi legati a problemi qualitativi, infatti Pesaro può vantare interpreti di altissimo livello, ma deficit a livello di “quantità”, aspetto in cui il roster e l’allenatore hanno dovuto mettere tante pezze in questi mesi, continuando nonostante tutto a dimostrare enorme solidità sia mentale che in campo.
Il futuro…
La stagione pesarese era iniziata con tanti dubbi, a partire da una nuova dirigenza, dall’addio del main sponsor e da un roster con tanta qualità ma caratterizzato da tanti giocatori esordienti nella categoria e da giovani che mai avevano avuto queste responsabilità; con il passare delle partite però i giocatori e l’allenatore si sono compattati e hanno fatto fronte alle varie difficoltà riuscendo ad esprimere una pallacanestro quasi sempre efficace che ha permesso a Pesaro di trovare risposte a tanti dubbi e di occupare sempre le posizioni più alte dalla classifica vincendo anche partite molto complesse grazie a talento e grinta.
Il futuro della VL Pesaro potrebbe persino andare oltre le più rosee aspettative permettendo alla squadra di lottare fino all’ultimo per una promozione in A1, ma i nodi da sciogliere per quanto riguarda Felder e sotto l’aspetto dell’aggiunta di un giocatore capace di incidere nel pitturato, che ad oggi limitano i biancorossi nel fare lo step decisivo, devono essere risolti il prima possibile per risultare competitivi al massimo senza richiedere sforzi extra che potrebbero poi incidere negativamente nel finale.
Attualmente la VL è già andata oltre le aspettative iniziali e mantenere questi standard deve essere chiaramente il primo passo, nonchè il primo obiettivo per il futuro, per riuscire a ricostruire ciò che negli ultimi anni si era rotto e perso.





