Per Quinn Ellis, rivelazione dell’Olimpia Milano, la crescita non passa solo per allenamenti e minuti in campo, ma anche per il legame con la madre Vanessa, ex atleta e allenatrice in Inghilterra, che lo guida a distanza con consigli tecnici e supporto emotivo. Ecco la sua intervista a Uomini e Canestri di La Repubblica
Un ragazzo tranquillo che vive per migliorare
Fuori dal parquet, Quinn Ellis si descrive come un giovane tranquillo, amante della musica e delle sfide alla PlayStation. Dentro il mondo Olimpia, però, è diventato un giocatore sempre più centrale: 22 anni, inglese di Sheffield, mancino con qualità atletiche importanti, collocato stabilmente nel gruppo dei titolari.
Il merito? «Mi alleno ogni volta che posso. Anche nelle sere libere torno al Forum per lavorare con Beppe Mangone. Migliorare i dettagli mi ha cambiato tanto».
Messina e Poeta: fiducia totale nel giovane italo-britannico
Il passaggio al livello superiore non lo ha spaventato. Ellis riconosce quanto la fiducia degli allenatori sia stata decisiva:
«Sono molto fortunato ad aver incontrato Messina e Poeta. Messina mi ha detto di giocare come fossi al campetto con gli amici: questo mi ha liberato la mente».
L’approdo in prima squadra in pieno gennaio, dopo le giovanili, è diventato un trampolino. Ora Ellis è uno dei riferimenti tecnici del gruppo.
Il cuore resta in famiglia: “Mamma mi corregge ogni partita”
Tra i suoi “analisti” personali non ci sono solo gli allenatori. C’è anche la nonna Betty, figura storica del basket femminile inglese, e soprattutto mamma Vanessa:
«Vede le mie partite, le filma e poi mi manda una recensione dettagliata. Il giorno dopo ci sentiamo e mi spiega cosa posso migliorare».
Una presenza fondamentale, tanto da spingerlo a superare i momenti più duri, come l’isolamento Covid vissuto lontano da casa: «Senza di lei non ce l’avrei fatta».
La coppia Ellis-Bolmaro, una delle chiavi dell’Olimpia
Ellis ha trovato una sinergia naturale con Leandro Bolmaro, con cui sta diventando una delle coppie più dinamiche ed energiche del roster:
«Mi piace giocare con lui, ci spingiamo a essere più aggressivi in attacco e in difesa».
Con un calendario Eurolega molto impegnativo e un campionato dove affrontano squadre più riposate, Ellis vede la chiave nel fattore mentale: «Serve equilibrio, e dobbiamo esprimere il nostro gioco senza infortuni».
Uno spirito British che non tramonta
Nonostante la vita italiana, Ellis mantiene saldo il suo spirito britannico: tifa ancora per lo Sheffield Wednesday, segue la Premier e sogna di tornare un giorno a San Siro da spettatore.
E sulla doppia sfida Italia-Gran Bretagna in arrivo?
«Con me in campo sarà speciale, quasi una festa».





