E ora?
Ora la strada è molto più che in salita. I quarti erano un obiettivo realistico, ovvero essere nelle prime otto d’Europa. Oggi sarebbe quasi un sogno, ma di certo se ogni volta s’interrompe un percorso di crescita per guardare al nuovo e al cambiamento per forza senza molto costrutto, sei costretto a ricostruire, fare gli errori dalle fondamenta, senza poi arrivare a quando il grattacielo è costruito e finito per evitare i terremoti. E questa volta si era costruito qualcosa di vero e di bello che aveva già regalato risultati con le Olimpiadi. Senza voler pronunciare il de profundis prima che sia verità, noi tiferemo Italia, ma speriamo anche che chi decida lo faccia sempre nell’interesse della squadra e del campo, perchè alle parole devono seguire poi i fatti.
