-La mia seconda domanda è legata al tuo ruolo e, in particolare, cosa ti rende simile e in cosa, invece, sei diverso rispetto agli altri playmaker del nostro campionato come, ad esempio, Spissu o Poeta?
Il mio ruolo qui in Reyer è estremamente importante; il playmaker, in un sistema come il nostro, deve organizzare la squadra dentro il campo sia a livello difensivo che offensivo. Il mio è un compito difficile ed importante; credo, negli anni, di essere maturato e migliorato moltissimo sotto questo aspetto.
Sono un playmaker vecchio stampo quindi ragionatore, che deve saper scegliere quando è il momento di premere sull’acceleratore e quando, invece, è il momento di ragionare e di giocare più a metà campo. Questo è quello che mi viene chiesto dal mio allenatore; credo di essermi immedesimato al meglio in questo mio ruolo, ovviamente si può sempre migliorare ed è quello per cui lavoriamo tutti i giorni.
Io, Spissu e Poeta siamo tre giocatori diversi e che giocano in tre sistemi diversi: Marco, gioca in un sistema magari più simile al nostro a Sassari, ma è un giocatore certamente più offensivo rispetto a me, meno difensivo e ragionatore quindi più realizzatore, mentre Poeta gioca in un sistema completamente diverso e in una squadra completamente diversa; Lui è un giocatore a cui piace avere la palla in mano e accentrare il gioco sul suo pick and roll o sulle sue soluzioni magari faticando un po’ di più in difesa ed inoltre, avendo rispetto a me qualche anno in più, sta anche lui cercando di adeguare il suo gioco alle sue possibilità facendo un grandissimo campionato quest’anno; Poeta è, inoltre, un giocatore molto istintivo che riesce in poco tempo e spazio a creare grandi giocate.
-La prossima domanda riguarda invece il rapporto tra te e tuo fratello Giovanni.
Cosa si prova a giocare contro un De Nicolao e come è il vostro rapporto sia in campo che fuori dal campo, inoltre, visto che questa è per lui la prima esperienza in A1, che consigli gli hai dato?
io e mio fratello Giovanni abbiamo un bellissimo rapporto poichè ci confrontiamo quotidianamente e cerco di dargli tutti i consigli possibili e di cui ha bisogno.
Lui sicuramente è un ragazzo che ha fatto una grande esperienza in America dove si è formato sia a livello fisico, che tecnico ma soprattutto a livello mentale quindi sì ha bisogno di qualche consiglio, ma i consigli migliori sono l’esperienza che ti puoi fare nel tempo, quindi lui ha bisogno di crescere facendo la propria e da lì saprà capire qual è la strada migliore per la sua carriera e per quel bel giocatore che vorrà poi diventare poichè, anche se lo è già, ha sicuramente grandissimi margini di miglioramento.
Quindi sia in campo che fuori ci sentiamo e viviamo assieme tante belle cose, come ad esempio progetti e vacanze.





