Gabriel 7: è l’ancora a cui aggrapparsi nei momenti di maggior difficoltà, porta equilibrio in campo e nonostante qualche passaggio a vuoto è la certezza sulla quale coach Magro può sempre affidarsi sia in attacco che in difesa.
Massinburg 6: ha fatto molta fatica a inizio anno ma quando ha avuto l’occasione ha mostrato sprazzi di talento cristallino, preziosissimo nelle coppe, uno contro uno è stato uno dei migliori del campionato. Ha un grandissimo potenziale ma è riuscito a mostrarlo solo in parte.
Nikolic 6: sostituire una point guard come Caupain non era un compito facile, lo sloveno pur avendo meno talento del “titolare” si è dimostrato un cagnaccio in difesa ed un professionista esemplare.
Della Valle 6,5: si è ritagliato un ruolo leggermente diverso da quello che conoscevamo, a suo agio sia con la palla in mano che senza, è stato utile sia come creatore del gioco che come scorer. E’ stato uno dei più continui durante l’anno ma la prestazione sottotono contro Scafati vale mezzo punto in meno.
Caupain 6,5: il suo infortunio “ha inguaiato” Brescia, con lui in campo la Germani ha avuto un record di 8 vittorie e 5 sconfitte (62W%) senza di lui il record è stato di 6-11 (36W%). Giocava con la pesante eredità di Mitrou-Long sul groppone ma si è fatto valere con il suo passo felpato e i suoi tiri allo scadere. Come dimostrano i numeri al rientro dall’infortunio Brescia è tornata a vincere ma ha perso un po’ di smalto attaccando spesso in modo statico al limite dei 30 secondi.
Petrucelli 6: ha giocato in maniera leggermente diversa rispetto al suo primo anno nel quale sostanzialmente aveva agito da 3&D. In accordo con lo staff tecnico, John ha giocato molto più con la palla in mano anche perché voleva dimostrare a se stesso e ai suoi estimatori di essere qualcosa di più di un “semplice” specialista. Operazione riuscita a metà perché è vero che ha portato un contributo importante anche in attacco ma come creatore dal pick and roll è stato abbastanza prevedibile e questa crescita nella fase offensiva lo ha portato a perdere qualcosina in difesa. Anche nel suo caso l’infortunio è pesato tantissimo per la Germani.
Taylor s.v. oggetto misterioso del mercato di riparazione. Le poche volte che è stato schierato in campo è apparso fuori dagli schemi e non è stato molto cercato dai compagni di squadra, eppure le qualità di tiratore son lì da vedere, ad Amburgo ha trovato maggior fortuna tirando con percentuali irreali.
Cobbins 6: Big Mike è uno di quei giocatori che non riempiono il tabellino ma che danno un grande apporto alla squadra, lui è il re delle intangibles, ovvero di tutte quelle cose utili che non finiscono nel boxscore a fine partita. Quest’anno è mancata la continuità ed è stato condizionato dagli infortuni.
Odiase 5,5: andamento altalenante, in alcune partite non è riuscito ad incidere né in attacco né in difesa e sembrava quasi spaesato, in altre ha dimostrato di essere ottimo nei roll, utile in post e prezioso in difesa.
Burns 5,5: poco utilizzato e opaco nel girone d’andata, è cresciuto nella seconda metà di stagione facendosi trovare pronto e giocando indifferentemente da 5 e da 4.
Laquintana 5: utilizzato pochissimo da Magro, ha faticato anche nella cosa che solitamente gli riesce meglio ovvero il play di rottura in uscita dalla panchina.
Cournooh 6: a inizio anno si pensava che avrebbe faticato a trovare spazio in un roster così lungo. Il veterano ex Cremona però ha fatto ricredere tutti giocando molto bene sia come handler primario che come guardia. Dopo un grande inizio è calato un po’ nella seconda parte di stagione.
Moss 5: la voglia e la grinta non mancano mai ma da sole non bastano. L’anagrafe è impietosa per tutti, anche per il capitano che a volte è stato troppo irruento commettendo falli a ripetizione e non riuscendo ad entrare in partita.
Akele 6: Nicola è uno di quei giocatori sempre col sorriso sulle labbra, si vede proprio che ama la pallacanestro. In difesa il suo apporto non è mai mancato, ha giocato indifferentemente da 4, da 3 e in alcune occasioni persino da 5. Il problema è che in attacco non la mette (quasi) mai.





