Il pagellone
Morris 6,5: ha faticato tantissimo ad entrare in ritmo ma c’è anche da dire che in questa squadra inizialmente ha sempre giocato fuori ruolo. Brindisi ha puntato su di lui per ricoprire il ruolo di guardia, viste le sue ottime doti offensive, ma a causa di vari infortuni ha giocato per i primi mesi del campionato da playmaker. Fino a metà novembre ha tirato tantissimo dall’arco dei tre punti, non trovando quasi mai il canestro, ma non c’era nessuno che gli passava il pallone per il tiro, bensì era lui a creare il gioco per i compagni o per sé. Dall’inizio del nuovo anno ad oggi è uno dei migliori finalizzatori per Brindisi e viaggia con 12.3 punti di media. Con l’arrivo del nuovo play non può che migliorare il suo gioco.
Mitchell 4: per Brindisi è stata una scommessa persa. Era colui che partendo dalla panchina doveva garantire punti importanti e tanta energia, ma così non è stato. Ha giocato solo 7 partite e poi è stato tagliato dal club pugliese perché non adatto al massimo campionato italiano.
Jackson 4: è stato acquistato in corsa, con l’arrivo di coach Sakota, quando alla squadra serviva un play. Altro flop totale e scommessa persa per l’Happy Casa. Anche se ci metteva la buona volontà di voler fare qualcosa di utile e buono, dato anche le sue qualità fisiche e i suoi 173 cm di altezza, è stato deleterio per la squadra. Insisteva spesso nella penetrazione verso il ferro e perennemente veniva stoppato dagli avversari. Dopo sole 5 partite è stato tagliato anche lui.
Laquintana 5,5: fino a metà gennaio è stato completamente in ombra, anche a causa di alcuni infortuni e una condizione fisica non ottimale ha faticato ad entrare in ritmo. Con l’arrivo di coach Sakota ha trovato molto poco spazio in campo ma ultimamente si sta riprendendo ed è pronto a dare il suo contributo alla squadra. Nelle ultime 4 partite ha inciso in maniera positiva e con lui in campo la squadra sembra girar meglio di quando in cabina di regia c’è Senglin.
Sneed 8: nella primissima fase della stagione Brindisi ha sofferto molto la sua assenza. Sicuramente il migliore del roster brindisino, un giocatore esplosivo e molto utile anche a rimbalzo (6.3 di media). Grandi qualità tecniche e soprattutto atletiche, sfrutta bene il suo fisico per attaccare il ferro e ha abituato il pubblico a giocate spettacolari. Difende molto bene e ci mette sempre tanta grinta. Giocatore che può certamente giocare ad alti livelli in Europa, deve solo essere più costante al tiro dei 3 punti (29.3%).
Laszewski 6,5: alla sua prima esperienza oltreoceano ha impiegato più di qualche giornata per adattarsi al basket europeo. Quando è in giornata dal punto di vista offensivo dà un buon contributo alla squadra, ha un ottimo tiro dall’arco dei 3 punti (53.2%) ma, anche all’interno di una stessa partita, deve trovare più continuità e fiducia. Spesso Brindisi ha dovuto impiegarlo sotto canestro, perché dall’inizio del campionato che ha problemi con i lunghi, e lui non è stato proprio il massimo. Non ha quell’attitudine a prendere i rimbalzi e sviluppare un gioco all’interno del pitturato. Inoltre c’è da lavorare ancora molto sulla difesa ed è anche uno dei giocatori che commette più falli.
Riismaa 6+: con l’arrivo di coach Sakota è praticamente scomparso, è diminuito drasticamente il suo minutaggio e non ha inciso più. Un giocatore tecnicamente completo, buona mano dall’arco e buona capacità di gestire il pallone. Ottima presenza a rimbalzo e soprattutto dal punto di vista difensivo può dare una grossa mano alla squadra. Ci si augura che il giocatore estone possa avere più spazio in campo e possa ritrovare fiducia in sé stesso.
Seck 6: il centro classe 1997 ha trovato spazio in campo soltanto per 3 partite, quando Brindisi ha avuto gli altri lunghi fuori per infortunio. Si è ritrovato a giocare ben 23 minuti nella gara casalinga contro Milano e ha provato a fare il possibile sotto le plance. Ha buone qualità tecniche e fisiche, dovrà lavorare molto e sfruttare questa esperienza perché sicuramente crescerà.
Lombardi 5,5: grandi doti di salto, molto utile ai rimbalzi e soprattutto un ottimo difensore. Deve migliorare molto l’aspetto offensivo, il tiro dai 3 punti non è proprio la specialità della casa ma spesso si ostina a tentarlo (4/18 da 3), anziché optare per altre soluzioni. Inoltre deve curare maggiormente la gestione del pallone, perché spesso è capitato che abbia perso dei palloni molto sanguinosi.
Bartley 7+: giocatore esplosivo dal punto di vista offensivo, Brindisi lo ha preso in corsa, quando si cercava proprio qualcuno con tanti punti nelle mani, a cui affidare la palla nei momenti cruciali del match per fare canestro. Non esita a tirare quando i compagni gli passano il pallone ed è molto abile nel costruirsi il tiro dal palleggio. Basti guardare che in sole 6 partite, partendo sempre dalla panchina, ha tirato ben 76 volte. Sfrutta bene la sua fisicità anche in difesa e sarebbe stato molto utile a Brindisi dall’inizio della stagione, ma farà il possibile per portare la squadra alla salvezza.
Johnson 5: purtroppo con lui la società ha sbagliato tutto, dall’affidargli il compito di capitano della squadra, a puntare su di lui nel ruolo di 5. Visto il suo modo di giocare, non può essere considerato un pivot, dato che lui quando tira tende ad allontanarsi dal canestro o addirittura tira da fuori area, mentre un pivot va proprio verso il ferro. Inoltre non gli piace fare a sportellate sotto le plance, è molto leggero fisicamente, non garantisce la giusta presenza che dovrebbe garantire un lungo ai rimbalzi e infine è sempre in ritardo o assente in difesa. Ha avuto dei problemi fisici, non lo si mette in dubbio, ma a causa del suo rendimento la società ha fatto bene a cederlo.
Bayehe 7-: rispetto alla scorsa stagione è cresciuto tanto, è migliorato al tiro e ha dimostrato di avere una buona mano anche dalla lunga distanza. È una buona presenza sotto le plance, lotta con i lunghi avversari e recupera rimbalzi. Viaggia con 9.2 punti di media e fa il suo anche in difesa.
Senglin 6+: è stato preso come play della squadra ed è colui che ha in mano le chiavi del gioco, ma ha più le caratteristiche di una guardia. È molto innamorato del pallone, tende a palleggiare per troppo tempo per poi concludere l’azione negli ultimi secondi in maniera frettolosa. Dovrebbe passare più velocemente il pallone ai compagni e quindi sviluppare un gioco di squadra più efficace. Anche lui è stato fuori uso per diverso tempo a causa di un infortunio e ha impiegato del tempo per entrare in ritmo. Ha disputato un buon inizio di stagione, risultando essere uno dei miglior tiratori dall’arco dei 3 punti del campionato, ma negli ultimi due mesi sembra essersi spento. È passato dai 15.3 punti di media a partita a 4.4 punti, certamente se dovesse tornare ad essere il tiratore di prima sarà molto utile a Brindisi.
Kyzlink 7: guardia molto precisa al tiro, tanta qualità tecnica e una buona gestione del pallone. Inizialmente la società lo ha scelto per sostituire l’infortunato Sneed, ma poi Kyzlink ha praticamente ricoperto tre ruoli, giocando spesso da play e da guardia. Si è dimostrato all’altezza di ricoprire ruoli diversi e ha fatto molto bene in diverse situazioni. Avrebbe meritato più fiducia e spazio in campo perché ha delle grandi qualità.





