Lo intuisci dalle sue parole: Caleb Homesley è pienamente conscio del suo talento. Lo sta mettendo al servizio degli Hamburg Towers, squadra tedesca del girone A di Eurocup. Siamo pronti a scommettere che questo sia solo il primo passo di una grande carriera per Caleb. Dal college di Liberty alla Bundesliga ed Eurocup, la voce di un futuro campione mostrano la sua conoscenza della pallacanestro e della vita fuori dal campo. Ecco cosa ci ha detto Homesley!
“What’s more important, what you acquire or who you become?”. A che punto pensi di essere arrivato o diventato?
Ciò che acquisisci è, alla fin fine, quello che diventi. I piccoli traguardi che raggiungi costruiscono le tue esperienze e creano il tuo vissuto. Penso di star ancora imparando: sto assorbendo nozioni che mi saranno utili per crescere ulteriormente. In fondo, ho appena compiuto 25 anni: sono ancora giovane…
Sei stato eletto Atlantic Sun Player of the Year nel 2020. Record di 30-4. Quanto saresti andati Avanti nella March Madness (cancellata per Covid)?
Sarebbe stato bello. Ma non dobbiamo vivere niente col rimorso né col rimpianto: nella vita le cose accadono per un motivo. In quel momento era giusto prendere le distanze, al tempo dei primi casi Covid era giusto fare un passo indietro. Non abbiamo potuto giocarcela ma nel frattempo, lontano dal campo, penso di essermi concentrato non sugli aspetti di gioco ed essere cresciuto molto come persona. Eravamo una gran bella potenza di fuoco: l’anno precedente eravamo arrivati a giocarci l’accesso alle Sweet 16 fino agli ultimi possessi, contro Auburn avremmo scalato l’ultimo gradino.
Great performance by Caleb Homesley in @hamburgtowers home win vs Trento. He finished with 27 points (5-11 from 3), 4 boards & 3 assists.@EuroCup pic.twitter.com/pImTqkcURb
— Ludovico Basso (@LouScout) December 23, 2021
Contro il Turk Telekom hai registrato un 7/10 dall’arco per un 45 di valutazione totale. Quale pensi sia la tua arma migliore sul campo da gioco? Quali invece gli aspetti ancora da migliorare?
A essere sinceri, per me è questione sia di attacco che di difesa. Per quanto riguarda i punti di forza, cerco di porre la stessa attenzione su ogni cosa. Penso di essere un giocatore importante su tre livelli: provo a incidere segnando, passando la palla e prendendo rimbalzi. In difesa, ritengo di essere un gran comunicatore. Sono impegnato palla in mano come mai in passato: devo migliorare nel servire i miei compagni coi tempi e gli spazi giusti, leggendo meglio le situazioni.
Com’è stato l’impatto finora con la realtà di Amburgo e le competizioni europee?
Penso sia stato buono: specialmente con me, i Towers hanno fatto un grande lavoro nel coinvolgermi e nel mettermi in gioco per poter migliorare partita dopo partita. Lo staff mi sta facendo giocare palla in mano molto più di quanto abbia mai fatto: ciò mi sta aiutando a diventare un giocatore migliore. Il livello di gioco in Eurocup è molto alto: rispetto al college, lo spazio è minore e i fisici sono più grossi.
Qual è la più grande differenza tra il basket USA e l’Eurocup? Pensi di poter tornare un giorno a giocare in America, magari in NBA?
Negli USA hai molti più spazi per creare differenti situazioni sul campo. Arrivando qui in Bundesliga ho notato che ti pressano a tutto campo, cercano di essere davvero aggressivi in difesa, provano a farti cadere in trappola in ogni maniera. L’Eurocup è leggermente diversa: devi essere davvero concentrato perché le partite vivono meno saliscendi. È un gioco più “strategico” e calcolato, dove ci sono buonissimi giocatori e squadre organizzate. Non so se arriverà il momento di giungere in NBA, ma qualora dovessi avere una chance non me la vorrei far sfuggire. Il mio è un percorso iniziato 5 anni fa iniziando la mia esperienza al college a Liberty: a qualunque costo, continuerò a crederci!




