Cantù riparte con Vitucci: “Niente star, ma grande mentalità. Vogliamo stupire”

Una settimana di lavoro alle spalle, il roster finalmente al completo con l’arrivo di Isaiah Miles, e Frank Vitucci che inizia a delineare l’identità di questa Cantù. Il coach ha fatto il punto della situazione dopo i primi sei giorni di preparazione, che sono stati anche un primo confronto diretto con lo staff tecnico e atletico.

Le impressioni sono positive. “Ho buone sensazioni, e ci sono tutti i presupposti per fare bene”, ha detto Vitucci a La Provincia, sottolineando come il gruppo recepisca rapidamente le indicazioni e presenti un mix interessante di veterani ed elementi giovani. La palestra, ancora non del tutto ultimata, ha già convinto il coach: struttura moderna, aria condizionata funzionante, e presto anche una sala pesi completa. Un cantiere intorno, ma dentro si lavora bene.

I ritmi del precampionato e il ruolo del preparatore

Uno dei temi centrali di questa prima fase è la gestione dei carichi atletici, affidata a Roberto “Sam” Bianchi. Al suo fianco lavora Federico Conti, allenatore proveniente dal mondo universitario con un’esperienza alla Virtus Bologna. È Bianchi a dettare i tempi, come spiega lo stesso Vitucci:

“Il preparatore detta i tempi del nostro lavoro. Questa settimana abbiamo seguito uno schema due-due, quindi due allenamenti doppi e uno singolo con mezza giornata di riposo. La domenica l’abbiamo lasciata libera, sono stati giorni tosti. La prossima settimana sarà più o meno identica, con uno scrimmage finale a Tortona”.

Sul piano tecnico, Vitucci insiste sull’importanza della fase iniziale come momento di costruzione di un linguaggio comune:

“Credo sia necessario sfruttare tutti i momenti dell’allenamento per acquisire una conoscenza comune, che cominci a dare sicurezza”.

Cantù: niente star, ma tanta voglia di dimostrare

Il general manager Giofrè è stato diretto sulla composizione del roster: nessun grande nome, ma una serie di giocatori di qualità con compiti precisi. Semaj Christon viene indicato come elemento di riferimento, mentre il mercato rimane aperto, anche se Cantù sconta lo svantaggio di non partecipare alle coppe europee, fattore che riduce l’attrattività per alcuni profili.

“Qui non ci sono ‘star’. Non c’è un grande nome che magari qualcuno si aspettava, ma una serie di ottimi giocatori che hanno il compito di trainare la squadra, non ultimo Christon, che sarà estremamente importante”.

Vitucci concorda con questa lettura e aggiunge una nota sulla versatilità del gruppo: giocatori capaci di coprire più ruoli, fortemente motivati e con un mix di esperienze diverse. Tra i più attesi ci sono Udom, Parravicini e Okeke, tutti alla loro prima vera stagione in Serie A dopo il percorso in A2. Per loro il salto di categoria porta con sé richieste precise: maggiore velocità di gioco, pulizia nelle scelte e adattamento a un livello superiore. Vitucci non carica di pressioni eccessive, ma le aspettative ci sono:

“Sono animati dalla voglia di dimostrare di meritare il salto in avanti che hanno fatto dalla A2. Hanno bisogno di tempo, ma da tutti questi giocatori mi aspetto un contributo importante”.

Su Okeke in particolare, il coach segnala progressi fisici rispetto alla passata stagione e invita a non appesantirlo con aspettative eccessive, pur riconoscendogli qualità che la squadra intende valorizzare al meglio.

Stefano Sanaldi
Stefano Sanaldi
Quello con la palla a spicchi è stato amore a prima vista. Una volta appese le scarpe al chiodo, ho deciso di allenare le nuove generazioni per rimanere in questo fantastico mondo. E poter scrivere di pallacanestro è un piacere e un onore.