Tutti rimaniamo affezionati al talento di Alessandro Gentile, per ciò che ha dato e che speriamo possa ancora dare alla pallacanestro italiana. Oltre a lui, che ha avuto la possibilità di allenare e vedere da vicino nel quotidiano, quali altri talenti passati nel recente passato di A2 potrebbero da qui nell’immediato o lontano futuro farsi notare a un livello superiore? Italiani o stranieri, nessuna limitazione…
Sicuramente abbiamo la fortuna di averne tanti, abbiamo avuto la fortuna di averne visti passare tanti negli ultimi anni. Il Green Team guidato da coach Casalone è il riassunto dei migliori talenti che le ultime stagioni di LegaDue hanno permesso di affacciarsi, anche per poco tempo. Non so se anche per una coppa europea, ma per un futuro roseo tra LBA e A2 direi Matteo Schina, classe 2001 che ho avuto la fortuna di allenare. Lui ha un tipo di talento diverso dagli altri, ha il talento dell’etica del lavoro. È un qualcosa difficile da trovare, lo rende unico. Lodovico Deangeli è un altro che mi auguro di vedere con un profilo europeo consolidato nei prossimi anni. Sasha Grant è un altro giocatore interessante, già con un profilo internazionale; Librizzi ha fatto diverse apparizioni a Varese in LBA; Momo Diouf è stato uno dei migliori prospetti messisi in mostra all’EuroCamp di Treviso. Il futuro è roseo, vedendo anche la distribuzione di talento. Citando il mio maestro Matteo Boniciolli, la speranza è quella che non si perdano, questi ragazzi. La speranza è che trovino progetti nei prossimi 4/5 anni che diano loro la possibilità di continuare il processo di crescita, che non vengano utilizzati semplicemente come pedine meno importanti in uno scacchiere ampio.
Noi siamo media, raccontiamo il basket. Voi il basket lo fate. Per aiutarci ad elevare la qualità del nostro racconto, per non fermarci al “Fondamentalmente abbiamo fatto schifo al c…” grazie a cui sei diventato famoso in tutta Italia, cosa possiamo fare noi per comunicare meglio? Come potete indicare invece voi una nuova via, un nuovo modo per far capire al pubblico tutto quello che si nasconde dietro ai 40’ della domenica?
Io appartengo a quella categoria di persone che non si sentono in grado di consigliare altri nella loro sfera di competenza. Posso dire che a mio avviso premia, nel fare sia l’allenatore che il giornalista o il dirigente, essere persone sincere e coerenti con sé stesse. Il “Abbiamo fatto schifo al c…” è sicuramente un’espressione forte, che mi ha dato tanta visibilità contemporaneamente negativa e positiva, ma è una frase detta da una persona sincera. Non c’era niente di programmato, o meglio: era programmato di fare un’uscita che spostasse l’attenzione su di me e non sulla prestazione orribile che aveva fatto la mia squadra. credevo che in quel momento il gruppo avesse bisogno di protezione, anche mediatica. Sincerità e coerenza, quindi, ovviamente spinta da una sana dose di passione e curiosità.





