Tier 2: Germania, Repubblica Ceca, Turchia, Italia, Spagna
Arriviamo al gruppo delle squadre che più ci interessa. La Germania ha perso un tassello importante del proprio roster con l’infortunio di Moritz Wagner, ma Schroeder e compagni sono tra gli ospitanti del torneo e si confermano sempre come una squadra organizzata e dura. La Repubblica Ceca non ha superato i gironi nell’ultima edizione, ma ha ben figurato ai Mondiali in Cina e può contare sull’asse Satoransky-Vesely. La Spagna non è più la schiacciasassi di una volta, ma l’aggiunta di Lorenzo Brown potrebbe essere una chiave importante di un roster diviso tra grande esperienza e giovane talento. La Turchia ha quasi fatto lo sgambetto ai campioni in carica della Slovenia in amichevole, ma oltre a questo si presenta come un gruppo di giocatori tutti da gustare. Alperen Sengun è gioia per gli occhi e questa edizione potrebbe sancire la sua consacrazione, mentre Osman e Korkmaz continuano ad essere minacce credibili. Per quanto riguarda l’Italia, queste amichevoli hanno confermato quanto già si conosceva degli azzurri. Il potenziale per fare bene e dare fastidio a qualunque avversario c’è, ma dall’altro c’è anche il pericolo di subire molto la fisicità delle altre big. La tenuta mentale sarà fondamentale così come il gruppo, in modo da riempire quei vuoti che mancano.

Tier 1: Lituania, Serbia, Slovenia, Grecia, Francia
Siamo arrivati al gruppo delle più serie candidate al titolo. Tra queste, l’outsider che tanto sta facendo parlare di sé è la Lituania. Ignas Brazdeikis si presta ad essere la nuova stella dello Zalgiris ed è già una delle punte di diamante di questa nazionale, ma a far paura è il frontcourt composto da Jonas Valanciunas e Domantas Sabonis. La Serbia ha dalla sua parte i fenomeni Vasilije Micic e Nikola Jokic che, se volessero, potrebbero “fare pentole e coperchi”. La perdita di Bogdan Bogdanovic, tuttavia, potrebbe farsi sentire. Il potenziale della Francia è tutto lì da vedere, con un mix di talento e dominio fisico che potrebbe essere inarrestabile se accompagnato da un rendimento mentale costante. Potrebbe invece essere l’occasione giusta per la Grecia. Giannis Antetokounmpo sembra essersi adattato meglio al basket europeo di quanto fatto in passato, e già questo mette gli uomini di Itoudis in ottime condizioni. Dovrà portare su di sé il peso delle aspettative la Slovenia, ma Luka Doncic non vuole sentir parlare di pressione. Come nel caso greco, basterebbe l’ex Madrid a rendere competitiva la propria nazionale ma da non sottovalutare è il suo supporting cast. I vari Dragic, Prepelic e Tobey sono infatti pedine fondamentali di un gruppo che ha tutte le intenzioni di ripetersi.






