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Home Esclusive GamePlan

GamePlan Scafati-Virtus: Cali di pressione

Massimiliano Bogni by Massimiliano Bogni
2 Ott 2023
in GamePlan, Lega Basket
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GamePlan Scafati-Virtus: Cali di pressione
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SECONDO QUARTO

  • Scafati e i consegnati: Pajola è un difensore top in Europa per tempi e letture, nemmeno un Professore come Logan riesce a prendere vantaggio con l’Iverson Cut in entrata dei giochi se Gentile non esegue perfettamente il passaggio in entrata.
  • Logan/Gentile, parte 2: Gentile da handler primario, Logan da guardia che forza cambio difensivo tra piccoli e, sulla rotazione del terzo uomo, riesce ad armare Pinkins e Rivers liberi in angolo.
  • La prima ricezione in post di Shengelia arriva a 6’30” sul cronometro del quarto, al primo dopo il giro in panchina, per attaccare Pinkins spalle a canestro. Scelta del GamePlan o sensazioni del singolo?
  • Scafati inizia a punire il recupero in closeout dell’uomo da lato debole della Virtus sul P&R: la scelta è tirare sempre e comunque, sfruttando il fatto che il tag del P&R della Virtus è veramente esasperato. Le % saranno fondamentali, le scelte sono limpidissime.
  • Al secondo rientro di capitan Rossato in campo il leitmotiv non cambia: l’intensità difensiva sulle linee di passaggio sul perimetro, complice un’attenzione altalenante della Virtus, è contagiosa. Le scelte sulle riaperture sul perimetro della Virtus sono insufficienti, e l’apertura alare di Rivers e Gentile fa il resto.
  • Che la difesa della Virtus debba conoscere un processo che sarebbe impensabile vedersi concluso al 1° ottobre è nell’ordine delle cose: la tendenza a mandare dentro gli handler aspettandosi, secondo il “vecchio” GamePlan, un lungo più stazionario a centro area, non è ancora estirpata.
  • Il parziale di Scafati, più che dal tiro che entra, è dettato dalla calma e dal rifiuto della frenesia di gestire la riapertura da P&R: la Virtus continua a mandare due corpi sul palleggiatore, ma se Robinson è lucido nel leggere l’angolo degli aiuti e trovare la linea di passaggio più sguarnita tra il rollante e l’uomo da lato debole allora Sacripanti può aggiustare il GamePlan prevedendo una partita “punto a punto”.
  • L’evoluzione offensiva di Cordinier non si limita alle qualità da handler: il Dimaond Set (doppio pin down per l’uscita di due esterni in ala, doppia possibilità di passaggio per il play in punta) è pensato come specchietto per le allodole per servire quello che si è previsto di fare a inizio gioco (ricezione di Belinelli un passo dopo il blocco e lettura delle scelte difensive) senza concentrare le attenzioni e le pressioni della difesa tutte su un unico punto del campo. Se Cordinier è tiratore credibile dall’altro lato, la difesa deve adeguarsi.
  • Aggressività e sbilanciamento difensivo sul perimetro dà, Aggressività e sbilanciamento difensivo sul perimetro toglie: la questione dei rimbalzi offensivi concessi dalla Virtus sarà, per costruzione e costituzione, un vulnus delle Vu Nere per tutta la stagione. Scafati lo sa ed è maniacale nello sfruttare le lacune nel tagliafuori di tutti i membri dei quintetti bolognesi. Andarci con Rossato è più “facile”, considerate le caratteristiche dell’esterno; andarci con Gentile, ossia convincerlo a fare una cosa che non gli appartiene, è ben più complicato, ed è da riconsocere buona parte del merito a Pino Sacripanti.
  • Chicche dal GamePlan offensivo di Scafati: lo stesso Iverson cut (doppio blocco orizzontale all’altezza del tiro libero per la ricezione della guardia e successivo P&R laterale con uno dei due precedenti bloccanti di nuovo a bloccare sulla palla) giocato per Logan è ora previsto per Lottie, col prodotto di Flager College meno abile nel leggere la chiusura a ricco della difesa Virtus nel pitturato. Il possesso successivo è l’uscita per Logan dopo un doppio blocco, prima cross e poi pin down: la scelta della Virtus è quella di fare sempre show & recupero, ma farlo su due blocchi consecutivi con due angoli completamente diversi manda in bambola le rotazioni Virtus.
  • In chiusura di tempo, ecco le prime scelte “estreme” di Sacripanti per recuperare lo svantaggio: blitz (raddoppio sulla palla) a tutto campo non per rallentare entrata nei giochi ma per togliere direttamente il possesso dalle mani di Hackett e metterlo in quelle di Shengelia o Mickey, ottimi palleggiatori parametrati al ruolo ma di certo non i profili ideali per iniziare il possesso.

TERZO QUARTO

  • Primi due possessi offensivi Virtus nel 3Q: ricezione in post di Toko e chiusura al ferro di Shengelia in transizione con due uomini di Scafati in recupero. Approccio completamente diverso rispetto ai primi due quarti, dove sono state altre le zolle predilette dal georgiano. Nel corso del quarto, spalle a canestro Toko crea e non conclude, riapre per dribble hand off e non attacca il centro dell’area: tra varietà e confusione del GamePlan il confine è labile, la palla metaforica passa nelle mani di Banchi, Seravalli e il resto dello staff.
  • Pop di Nunge, Bologna non ruota col terzo uomo dopo lo show sul blocco sulla palla, prateria sul perimetro: il 6/20 da 3 di Scafati suggerisce a Banchi e al suo staff questa scelta, stavolta ha ragione il prodotto di Xavier. Quando Nunge rolla, però, sorgono i problemi dell’attacco gialloblu: Pinkins è attirato naturalmente dal pitturato, gravitando più nel dunker spot che sul perimetro, ma farlo anche quando si trova dal lato del palleggiatore sul P&R restringe le spaziature come una centrifuga a temperature sbagliate.
  • Rivers-Nunge-Pini-Gentile: lineup di rimbalzisti e non di tiratori per Sacripanti, abile a leggere il vantaggio di taglia nel pitturato. Quando invece i quintetti di Sacripanti sono meno estremi, ecco forse l’ago della bilancia che ha pesato di più nella serata del PalaMangano: date per assodate le rotazioni difensive della Virtus, come attaccare il closeout? Solo in 3 occasioni, una nel terzo quarto (Rivers) e due nel 4Q (Rossato e Gentile) Scafati attacca dal palleggio per aumentare il vantaggio creato. Risultato: un fallo di Cordinier con due tiri liberi guadagnati, un jumper di Rossato dopo una finta e una tripla di Logan sullo scarico di Gentile dopo aver messo palla per terra. Come mai non si era provato prima?
  • Recuperare palloni, a tutti i costi: il mantra di Scafati è ripetuto ossessivamente, anche grazie ad aggiustamenti imprevisti. Esempio? Sul taglio Iverson, il secondo lungo non contiene ma fa show, interrompendo la linea di passaggio naturale.

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Tags: GamePlanGivova ScafatiLuca BanchiPino SacripantiVirtus Segafredo Bologna

Massimiliano Bogni

Massimiliano Bogni

Hoosier. Bergamasco. Atalantino. Iscritto a Lettere Moderne in UniMi. A seconda del contesto, non necessariamente in quest'ordine. Sempre in attesa di recuperare da terra ogni briciolo di sport.

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