Alla guida dell’Anadolu Efes con una preparazione completa a disposizione, Pablo Laso ha espresso tutto il suo entusiasmo per la nuova stagione ai microfoni dei media turchi. Rispetto al suo insediamento a stagione in corso nella passata annata, il tecnico spagnolo lavora ora con un gruppo strutturato fin dal precampionato:
“Oggi è un giorno di pre-stagione, quindi sono felice ed emozionato. E, naturalmente, contento di riavere i giocatori. Avevamo molti elementi impegnati con le nazionali e li stiamo recuperando gradualmente.”
L’unico contrattempo al rientro delle selezioni riguarda Ercan Osmani, fermato da un colpo al naso, mentre il resto del gruppo ha ripreso gli allenamenti regolarmente.
Pablo Laso e l’arrivo di Mike James
Analizzando i problemi di fluidità offensiva emersi nella scorsa annata, la dirigenza e lo staff tecnico hanno scelto di rivoluzionare il reparto arretrato inserendo Mike James, Matthew Strazel e Fats Russell. Laso ha difeso la scelta di schierare più registi contemporaneamente:
“Mio figlio è un playmaker e un giorno mi ha detto: ‘Hai tre ottimi playmaker’. Gli ho risposto: ‘E se stessimo vincendo di sei punti a un minuto dalla fine e li avessi tutti e tre in campo? Possono giocare insieme. Sarà molto difficile per l’altra squadra.'”
A proposito di Mike James — arrivato dopo la partenza di Shane Larkin —, il tecnico ha sottolineato l’importanza di non addossare tutte le responsabilità sulle spalle dell’ex stella del Monaco:
“Non sarà facile perché molte volte Mike James può essere fermato solo da Mike James. Ma non possiamo essere solo la squadra di Mike James. Non si tratta di lanciare una moneta e sperare che Mike segni ogni tiro. Questo metterebbe una pressione assurda su di lui, e non se la merita.”
Un gruppo rinnovato tra fisicità e visione di gioco
L’innesto di Bruno Fernando e il ritorno di Dario Saric, uniti alle conferme di Papagiannis e Kai Jones, offrono all’Efes quella profondità sotto canestro mancata nei mesi scorsi. Laso punta su una leadership condivisa:
“Ercan è un grande giocatore, ma non può essere il nostro eroe. Non abbiamo bisogno di eroi, dobbiamo essere una squadra.”
L’obiettivo finale del coach vitoriano è chiaro: garantire competitività immediata e restituire al club la propria impronta caratteristica:
“Dovrebbero essere entusiasti. Io lo sono. Abbiamo una squadra nuova, gli stessi obiettivi. Qualcosa che abbiamo perso un po’ l’anno scorso dobbiamo recuperarlo quest’anno: la nostra identità. Siamo l’Efes, siamo pronti e siamo entusiasti di fare una grande stagione.”





