Dopo le riflessioni lanciate da Braxton Key sulla necessità di rendere pubblici gli ingaggi in Eurolega, la guardia dell’Olympiacos Evan Fournier è intervenuta nel dibattito per evidenziare le profonde differenze culturali che separano l’approccio americano da quello europeo sul tema dei guadagni:
“Credo che dipenda molto dalla cultura. Gli americani tendono ad essere molto più aperti riguardo agli stipendi e al denaro in generale, mentre in Europa è tradizionalmente considerato un argomento molto più privato. Il rapporto con il denaro e il parlarne pubblicamente è semplicemente diverso.”
Pur riconoscendo come la riservatezza renda più complesso per i giocatori conoscere il proprio reale valore sul mercato, l’esterno francese ha spiegato che nel Vecchio Continente la discussione sulle cifre percepite resta un tema delicato.
Fournier replica alla dichiarazione di Key
La discussione era nata dalle dichiarazioni dell’ala del Fenerbahçe Braxton Key, favorevole a una svolta sulla trasparenza per dare più forza ai tesserati e più contesto ai tifosi:
“Mi sono sempre chiesto perché gli stipendi in Eurolega non siano pubblici. Non perché i tifosi debbano sapere quanti soldi ha ogni giocatore sul conto in banca, ma perché lo stipendio fa parte del contesto del basket professionistico.”
L’americano ha poi rimarcato le difficoltà negoziali dovute alla mancanza di dati certi sulle retribuzioni:
“Se il giocatore X ha statistiche medie inferiori alle mie ma guadagna il doppio, perché dovrei accettare la metà solo perché mi dicono: Questo è il tuo valore di mercato? Non puoi negoziare il tuo valore se non conosci il mercato.”




