L’Olimpia Milano continua a dimostrare un dato ormai evidente: quando gli italiani trovano minuti veri, l’identità della squadra si rafforza e arrivano i risultati, anche in Eurolega. La stagione in corso lo sta confermando con forza. Questa l’analisi condotta da Giuseppe Nigro per La Gazzetta dello Sport.
Da Ricci a Tonut, passando per Mannion , il contributo del nucleo tricolore è cresciuto in maniera netta nelle ultime gare. Nelle sfide europee vinte finora, gli italiani hanno giocato attorno al 65% dei minuti in più rispetto a quelle perse. E la squadra ha risposto con una vittoria sull’Asvel e una prestazione straordinaria, in un momento di difficoltà piena, contro l’Olympiacos.
La questione non è solo tecnica, ma anche identitaria: la presenza degli italiani permette rotazioni più bilanciate e alza la consistenza difensiva dell’intero gruppo. Anche Quinn Ellis e Diop – pur essendo formati all’estero – in campionato giocano da italiani e questo aiuta Messina a mantenere continuità tra Lega e coppa. Gli infortuni, in questo senso, hanno portato anche una conseguenza positiva: più spazio proprio per Nico Mannion in regia, e in questa settimana l’ex Varese ha risposto da vero talento.
Stefano Tonut è quello che più ha beneficiato del nuovo equilibrio: oltre 30 minuti nella settimana, con due gare in grande crescita dopo un avvio difficile e soli 1’31” nei precedenti nove match europei. Pippo Ricci sta vivendo un momento di solidità assoluta, complici anche gli infortuni di Shields e LeDay.
Sarebbe improprio pensare che l’Olimpia sia una squadra migliore senza quattro quinti del proprio quintetto titolare. Tuttavia, il messaggio è chiaro: quando Milano trova un ruolo definito per gli italiani, la squadra è più fluida, più compatta, più continua. E i risultati seguono.





