DIFESA
Quando ci si riferisce a leadership e carisma, elementi che anche grazie a Galloway di certo non mancheranno nella Reggio Emilia di Priftis, si intende anche una tenuta difensiva migliore delle qualità del singolo, che riesca a compensare la lacune di fisicità nel confronto individuale.
Da questo punto di vista, l’annata in G League di Galloway ha sollevato i punti interrogativi più grandi: non è stato raro osservare Langston troppo concentrato sulla sfera nel pitturato e, dando completamente le spalle all’uomo sul perimetro, perdersi la relocation o un taglio; i tagliafuori, anche nell’ottica di un risparmio energetico sul lungo periodo, sono merce più unica che rara; se coinvolto negli switch sui Pick&Roll, non ha mani tanto veloci o mestiere sufficiente per disturbare la ricezione del lungo (la capacità di “sigillare” l’uomo dietro di sé e tenere il contatto, elevata ad arte da Marcus Smart, non appartiene minimamente al gioco di Galloway).
Nel 2020/2021, a Phoenix, Galloway ha concesso 0.974 PPP come difensore primario (38° percentile); nei due anni in G League, invece, il dato si è attestato a 0.825 su oltre il doppio dei possessi (72° percentile) e 0.857 sul triplo (51°, average). Stando alla classificazione di Synergy, Galloway è un difensore average: 0.809 PPP (45° percentile) concessi nella difesa dell’handler del P&R, quando in NBA erano 0.875 (53° percentile, quando in rapporto ai minuti giocati era decisamente più coinvolto per punirne le limitate dimensioni).
Quando è lui a trovarsi sul punto d’attacco, in situazioni di isolamento o sul palleggiatore di un Pick&Roll, si scorgono alcuni dei motivi per cui Galloway è da considerarsi in fin dei conti un difensore non totalmente negativo. La protezione del ferro, così come negli aiuti da lato debole, è praticamente assente, ma non tutte le tipologie di guardie riescono a trarre automaticamente vantaggio nell’accoppiamento con Galloway. Combo esplosive o oversized, seppur prive di qualità eccelse in palleggio, riescono a vanificare la presenza di Galloway davanti a sé sfruttando o la relativa velocità laterale di movimento o la relativa resistenza opposta col petto alla spalla dell’attaccante in entrata. Un play d’ordine, d’altro canto, è il match ideale per Galloway che, senza uno svantaggio di chili o watt espressi, riesce a far pesare sul piatto della bilancia le braccia lunghe.
Nonostante le caratteristiche fisiche potrebbero suggerire il contrario, Galloway non è un mostro nella screen navigation: la tendenza è quella di passare sotto o schiantarsi sui blocchi, rendendolo non il difensore ideale per un tiratore in uscita sulla linea di fondo o in ala.





