PHILADELPHIA 76ers: B
Con l’arrivo di Nick Nurse in panchina, non si può parlare di una Philadelphia privata di una risorsa: la presenza saltuaria di James Harden agli allenamenti dei 76ers non hanno permesso all’ex Raptors di abbozzare nemmeno un assetto di squadra che contemplasse l’ex OKC e Rockets. Attorno a Maxey ed Embiid, cosa volere di più se non una batteria di difensori duttili e mobili sul perimetro, adattabili a più coverages di squadra e senza eccessive pretese nella metà campo offensiva? Nel giudicare l’impatto e i risultati l’estetica conta relativamente, con un peso maggiore destinato all’efficienza. L’attacco di Philadelphia rischia di essere più stagnante e noioso, ridondante? Lo era anche la scorsa stagione, lo sarà anche in questa.
Ma Batum e Covington possono avere un influsso positivo dal primo giorno nella Città dell’Amore Fraterno, e le scelte nei prossimi Draft reinseriscono Philadelphia nella mappa dei progetti su alcuni talenti del futuro NBA. Le quote di Maxey in chiave MIP sono ora destinate a calare drasticamente, ma lo sviluppo in fieri di una guardia di Kentucky – così ha insegnato l’NBA del Nuovo Millennio – val sempre la pena di essere cavalcato. Springer-Maxey-Harris-Batum-Covington: per un cultore della zona come Nurse, manna dal cielo.





