Lo scambio che riporterà Kawhi Leonard dai Los Angeles Clippers ai Toronto Raptors è ormai questione di giorni. A confermarlo è stato Shams Charania, intervenuto su ESPN 2 mercoledì 2 settembre, spiegando che la chiusura dell’indagine della NBA sui Clippers ha eliminato l’ultimo ostacolo alla finalizzazione dell’operazione.
«Il contratto non è stato annullato. Non è stato sospeso. Quindi tutto è a posto. Tutto procede secondo i piani per il trasferimento di Kawhi Leonard ai Toronto Raptors.»
Charania ha precisato che la franchigia canadese aveva scelto di attendere l’esito dell’indagine prima di chiudere la trattativa. Già a luglio la lega aveva comunicato a entrambe le squadre il via libera per procedere, specificando però che eventuali sanzioni inflitte a Leonard sarebbero ricadute sui Raptors.
«L’aspettativa generale, sia per i Raptors che per Kawhi Leonard nella lega, è che questo scambio si concretizzerà nei prossimi giorni.»
Le sanzioni della NBA ai Clippers e a Leonard
Mercoledì la NBA ha reso noto che Clippers e Leonard hanno violato le norme sull’elusione del salary cap, secondo quanto emerso dall’indagine indipendente condotta dallo studio legale Wachtell, Lipton, Rosen & Katz. Secondo la lega, la franchigia losangelina ha promosso e agevolato opportunità di guadagno extra-campo per Leonard coinvolgendo quattro aziende legate all’organizzazione: Aspiration Partners, Boingo Wireless, Daktronics e Lockton Insurance.
Le conseguenze sono state pesanti: ai Clippers è stata comminata una multa da 30 milioni di dollari e la perdita delle scelte al primo turno del Draft dal 2029 al 2033. Il proprietario Steve Ballmer è stato sospeso per un anno, la presidente delle operazioni commerciali Gillian Zucker ha ricevuto una sospensione senza stipendio di un anno, mentre il presidente delle operazioni cestistiche Lawrence Frank è stato sospeso senza paga per sei mesi. Leonard è stato multato di 700.000 dollari, e il suo ex manager Dennis Robertson ha ricevuto un divieto quinquennale di condurre affari con squadre e affiliate NBA per conto di giocatori o personale della lega.
Elemento cruciale per la buona riuscita dello scambio: la NBA non ha annullato il contratto di Leonard né lo ha sospeso, lasciando così la strada libera alla trade con Toronto.
Lo stesso Leonard ha commentato pubblicamente la vicenda, dichiarando di assumersi la responsabilità per gli errori di valutazione commessi da persone del suo entourage, ma ribadendo di aver firmato il contratto con i Clippers e gli accordi commerciali in questione in buona fede.
Una stagione di alto livello e il ritorno a Toronto
Il 35enne ha appena archiviato una delle sue migliori annate dalla regular season successiva al grave infortunio al legamento crociato anteriore. Nel 2025-26 ha messo a referto 27,9 punti, 6,4 rimbalzi e 3,6 assist di media in 65 partite, tirando con il 50,5% dal campo, il 38,7% dall’arco e l’89,2% ai liberi. Numeri che gli sono valsi la selezione nel Second Team All-NBA e il settimo posto nella corsa all’MVP, nonostante i Clippers abbiano chiuso con un record di 42-40, al nono posto nella Western Conference.
Un eventuale approdo a Toronto rappresenterebbe un ritorno alle origini canadesi della carriera di Leonard. Nella stagione 2018-19, con la maglia dei Raptors, aveva viaggiato a 26,6 punti, 7,3 rimbalzi e 3,3 assist in 60 gare di regular season, trascinando la franchigia alla conquista del primo titolo NBA della sua storia.
Se tutto andrà come previsto, lo scambio verrà ufficializzato entro pochi giorni, chiudendo un’era di sette stagioni ai Clippers e riaprendo un capitolo affascinante nella carriera di Kawhi Leonard.
