Dei miglioramenti che Amedeo si è costruito mano a mano nella propria carriera, passando per una miriade di esperienze. Prima il college americano, che gli ha dato la consapevolezza in se stesso e di potersela giocare con chiunque, un passaggio tra giovanili e professionismo che in Italia non esiste. Poi sono arrivate Reggio Emilia e la chiamata di Milano. Il primo anno Della Valle gioca poco e niente, al secondo arriva Ettore Messina, lo stesso allenatore che lo aveva tagliato due volte di fila dalla Nazionale.
alla fine sono riuscito a costruire un bel rapporto con lui e penso di essere stato un giocatore determinante per l’olimpia, almeno in certe partite.
Dopo l’esperienza Olimpia, arriva la chiamata dall’estero. A Gran Canaria l’ex Reggio pensa di aver trovato una situazione ideale, ma nel giro di poco si rende conto che quel contesto non fa per lui. Quindi Buducnost, Montenegro. Una situazione completamente differente da quelle in cui il giocatore si era mai trovato.
Un Paese antico, rimasto fermo al passato. nei palazzetti c’era un atmosfera surreale. in gara-5 contro la stella rossa a belgrado ci hanno lanciato addosso di tutto. e non prima della partita: durante.
Non solo cose negative però in quell’esperienza. Lì Della Valle gioca infatti per il coach Dejan Milojevic con cui si crea subito un ottimo feeling. La sua idea è quella di un basket veloce, frizzante, piacevole da vedere. Milojevic è lo stesso che ha allenato e cresciuto un certo Nikola Jokic, e ora è vice a Golden State. Un’occasione per vedere da vicino tra gli altri Stephen Curry, giocatore in un certo senso “simile” ad Amedeo. Il coach infatti un giorno gli invia un messaggio.”Hai presente quello che fai tu in allenamento? Steph lo ripete in partita”. L’NBA comunque è stato un sogno sempre molto lontano per Della Valle a causa delle sue caratteristiche fisiche e atletiche.
Ma penso di valere l’eurolega: te lo dico adesso che sono all’apice, come te lo avrei detto l’anno scorso quando ero in difficoltà.
No, Amedeo non ha decisamente paura di niente e guarda sempre al prossimo obiettivo: portare Brescia in una coppa internazionale, e magari anche essere convocato da Sacchetti all’Europeo.





