Per finire…
Il valzer delle panchine.
Si balla, forse ancor più degli anni precedenti. Il ballo è sintomo di grande festa, di questi tempi in cui tutti piangono miseria, ci sembra incongruente. Anche perché alcuni cambiamenti, in mancanza di approfondimenti, ci appaiono quanto meno avvolti d’arcano.
A cominciare da Massimo Bulleri, che Varese non ha riconfermato.
Ma come? Preso e lanciato alla sua prima esperienza da capo allenatore, alle prese con una squadra di non semplicissima gestione, in una stagione in cui, tra Covid ed infortuni la sua è stata oggettivamente la squadra più massacrata, e alla fine la salvezza (anticipata)raggiunta. Considerando che la caratteristica del Bullo, che nessuno può negare, è quella dell’umiltà e della capacità di imparare, la riconferma ci sembrava la più logica delle proiezioni. Chissà?
Proseguendo con Luca Dalmonte e il suo urlo dal silenzio:
Sono arrivato in silenzio e in silenzio vengo accompagnato all’uscita. Silenzio che fa rumore dentro, silenzio di rispetto fuori. Così è così sono.
In bocca al lupo Fortitudo e a tutti coloro che hanno la Effe tatuata nel cuore. E’ stato un onore, Luca.
Forse la Fortitudo pretendeva di più? Chissà…
Ed Eugenio Dalamasson che con Trieste ha raggiunto i playoff, Maurizio Buscaglia che forse non piace alla nuova proprietà di Brescia, e ancora Piero Bucchi, a Cantù parlano di un “divorzio consensuale” e allora non mettiamo becco, ma anche Jasmin Repesa che almeno può dire di essere tornato al suo primo amore italiano e al cuor non si comanda, anche se poi Pesaro rimane con il cuore infranto e il cerino in mano.
Chissà… Gianmarco Pozzecco a Sassari e Attilio Caja a Reggio Emilia. Resteranno? Chissà…
Che adesso abbiamo altro per la testa: una Colonia da conquistare.





