HomeLega BasketLegabasket: Sassari, sei davvero tu? Analisi dei problemi di inizio stagione

Legabasket: Sassari, sei davvero tu? Analisi dei problemi di inizio stagione

Gestione tecnica da quattro in pagella

I tifosi più subdoli avevano ipotizzato una campagna acquisti al risparmio, in virtù della probabile rivoluzione che sarebbe arrivata insieme alla nuova proprietà. E ci perdoneranno i tifosi di alcune squadre quali Varese, Pesaro e Fortitudo se diciamo che la Dinamo Sassari non può permettersi di sbagliare le pedine da sostituire.

Da che mondo è mondo l’asse portante di una squadra di basket si basa sul binomio play-pivot, laddove Sassari ha palesemente fallito. Il capitolo playmaker parte proprio dalla gestione dell’addio di Spissu, su cui la società si è probabilmente mossa con estrema lentezza. L’arrivo di Anthony Clemmons ha lasciato intendere che il profilo ricercato fosse diverso, anche se il nome (e le cifre) non hanno sicuramente fatto gridare al miracolo. Brucia e molto il mancato approdo in Sardegna di Alessandro Cappelletti, geometra di buone prospettive andato poi a Udine per provare il nuovo assalto alla promozione. Il ruolo di secondo play, a questo punto, è finito nei delicati polpastrelli di Gentile e Logan, due giocatori “adattati” all’occorrenza.

In realtà la scelta sembrò anche intrigante e fruttifera, al punto che il Professore è l’unico in grado di giocare un pick&roll con Mekowulu. L’impatto di Clemmons fu accettabile sotto il piano delle cifre, eppure il ragazzo mostrò limiti evidenti sotto il profilo difensivo e dell’intensità. Le statistiche della Dinamo furono impietose nei confronti del play con passaporto kazako: peggior attacco di LBA e un calo di media pari a 10 punti rispetto all’annata precedente. Una pessima regia blocca inoltre la fluidità della squadra, laddove Sassari stenta ugualmente (12°): Bendzius e Mekowulu sono i principali attori in sciopero ingiustificato, brutte copie delle figurine ammirate fino a qualche mese prima. Non parliamo poi della gestione lunghi, con Gandini e Borra a fare spesso la polvere nonostante l’infortunio di Diop (tornato dal prestito) e Treier innescato da pivot bonsai con alterne fortune. Un dramma soprattutto per i problemi di falli in cui spesso è incappato l’ex-Treviso.

Riconosciuti i problemi, tra vinti e vincitori (Mekowulu su tutti), rimangono dei dubbi sulle scelte operate in fase di riparazione. Bucchi è una solida garanzia e può essere in grado di ripristinare l’equilibrio, tuttavia la Dinamo definitiva è una squadra attualmente difficile da decifrare. Bocciati gli acquisti estivi (Battle potrebbe infatti essere il prossimo a prendere l’uscita nonostante sprazzi di talento mostrati), spazio al ritorno di Kruslin (fermo da sei mesi, sarebbe stato più utile un profilo alla Katic) e l’arrivo del poliedrico ex-Pesaro Gerald Robinson. Due giocatori che non risolvono (anzi, aggravano) la questione playmaker ma che al tempo stesso dimostrano l’esigenza di avere giocatori maturi e conoscitori del nostro campionato. A conti fatti, Sassari ha assolutamente le possibilità di rimettere in piedi la sua stagione: già con la Virtus e con il Prometey al rientro capiremo meglio in che direzione si muoverà.