Home NBA March Madness: Zion e Morant brillano, ma non solo loro

March Madness: Zion e Morant brillano, ma non solo loro

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March Madness vuol dire emozioni, e come ogni anno non sono mancate nella furia dei primi due turni.
Quattro giorni senza respiro che hanno visto partite combattute, stella nascenti, record infranti ma anche cocenti delusioni. Proviamo a proporvi una top 5 di tutto quello che abbiamo visto.

JA MORANT PRONTO AL DECOLLO

La stella di Murray State è stato l’idolo indiscusso del first round firmando l’upset contro Marquette.
Erano nove anni che non si vedeva una tripla doppia al torneo (fu di Draymond Green) e Morant rispolvera l’evento con una prova da 17 punti 11 rimbalzi e 16 assist. Un mix di atletismo e visione di gioco, semplicemente irresistibile per la difesa di Marquette. Nel secondo turno arriva la sconfitta contro Florida State ma non mancano 28 punti e un 5/6 dall’arco che non è affatto male per chi non fa del tiro la propria arma principale.
La sensazione è che Morant stia scalando le classifiche dei Mock Draft e ad oggi sembra il più probabile per la numero 2.

FLETCHER MAGEE E I RECORD POSITIVI E NEGATIVI

Quando si dice dalle stelle alle stalle. Il micidiale tiratore di Wofford con un 7/12 nella prima partita infrange il record all time di triple segnate in NCAA. 509 triple a segno nella sua carriera collegiale (arrivata al termine nel secondo turno) conquistando anche la vittoria contro Seton Hall.
Ma basta poco per precipitare dal paradiso, e il secondo turno lo dimostra. Contro Kentucy non si ripete la maglia e Magee chiude con un pesante 0/12 che è record negativo nel torneo. Un grande peccato perchè Wofford perde di 6 punti e forse un paio di triple sarebbero servite..

CARSEN EDWARDS IL KILLER DEI CAMPIONI

Cadono nel secondo turno i campioni di Villanova che vengono eliminati da una solidissima Purdue. Il Mattatore di serata è Carsen Edwards che mette a segno il massimo in carriera con 42 punti e 9 triple a segno. Un’autentica grandinata che mette in guardia le future avversarie di Purdue. Tennessee è avvisata.

ZION “ZANOS” WILLIAMSON

Basta il nome, e sicuramente ne avrete già sentito parlare. La futura prima scelta NBA non ha mancato di brillare nelle prime due partite.
La prima una passeggiata da 25 punti con il 12/16 dal campo, la seconda da 32+11 compreso il fondamentale 2+1 che vale il sorpasso del drammatico finale. Il libero esce ma ci pensa RJ Barrett ad andare a rimbalzo e a segnare.
Zion brilla ma Duke trema rischiando pesantemente sull’ultimo tiro che entra e esce. La cosa più impressionante di Zion è che la seconda partita sostanzialmente non l’ha giocata benissimo: tanti errori, contropiedi gestiti male, imprecisione al palleggio, difficoltà contro la zona, eppure sono 32+11 facili come uno schiocco di dita. Si rimane semplicemente a bocca aperta.

CASSIUS WINSTON, IL LEADER DEGLI SPARTANS

Michigan State dal doppio volto in questo inizio di torneo. Pessima prima partita dove gli Spartans vanno in grande difficoltà contro Bradley e subiscono  grande furia di Tom Izzo, mentre nel secondo turno i campioni della Big 10 dominano senza difficoltà contro Minnesota.
Non sono grandi statistiche, 13 punti e 9 assist, ma tutti nel momento dello strappo decisivo. Da Leader vero guida la squadra, gestisce e costruisce per tutti. Ma contro LSU (e forse Duke al turno successivo) servirà una Michigan State più convincente.

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Dario Destri
Da un decennio abbondante presenza fissa al seguito dell'Olimpia Milano. Tanta Euroleague con due Final Four nel curriculum.Oltreoceano il cuore batte per i Suns, folgorato in gioventù dalle gesta di Steve Nash. Non chiedetemi di Dragan Bender