Candidato #5: Shaedon Sharpe
Fra tutti i candidati Sharpe è forse il giocatore meno in luce, complice anche il fatto che si trova nella terra desolata di Portland, squadra penultima in NBA per Net Rating. Nonostante ciò Sharpe, che è un giocatore dalle qualità atletiche incredibili, sta riuscendo a dimostrare il proprio valore ed è probabilmente il giocatore che meglio rappresenta il concetto di “Most Improved Player”: è passato dai 9.9 punti a partita della scorsa stagione ai 16.9 di quest’anno, frutto di un minutaggio che arriva a trentasei minuti e mezzo a partita, contro i 22 che giocava l’anno passato. Purtroppo per Sharpe, l’aumento dei possessi giocati e dei punti fatti è corrisposto anche a una diminuzione delle percentuali al tiro e a un aumento delle palle perse, diventate 3 a partita.
Dal canto suo, però, il giocatore al secondo anno in NBA ha aumentato anche il numero di assist e di rimbalzi presi. Fino ad ora, Sharpe è stato chiamato a prendere in mano l’attacco di Portland dopo gli infortuni che si sono abbattuti sulla franchigia. I Trailblazers ha perso sia Anfernee Simmons che il neo arrivato Scoot Henderson, favorendo così l’aumento di minuti e responsabilità di cui vi abbiamo parlato per Sharpe, che ha cercato di fare del suo meglio per sfruttare l’occasione. Al ritorno dei compagni, che dovrebbe avvenire a breve, Sharpe sarà chiamato quindi ad un mantenimento degli standard e magari ad un miglioramento della propria efficienza se vuole davvero competere per il Most Improved Player.





