CUNNINGHAM, SUGGS, BARNES E MOBLEY
Nessuno dei magnifici 5 della Draft Class ha davvero deluso le aspettative, d’altronde si tratta di atleti che sarebbero finiti almeno in top 10 in qualsiasi annata.
Sarà molto interessante seguire l’evoluzione del loro percorso tra i pro. Cunningham a Detroit è già il Re, e di sicuro coach Casey gli affiderà le chiavi della squadra, sperando di non ‘castrare’ la crescita di Killian Hayes. In teoria all’ex Oklahoma State farebbe molto comodo giocare vicino ad un altro handler,ma il francese sembra fatichi ad ingranare dopo i problemi fisici dello scorso anno.
Probabilmente Evan Mobley inizierà la sua carriera da PF, con Jarrett Allen da centro. Diversamente avrebbe poco senso l’investimento da 100 milioni sull’ex Texas. Parte dell’appeal di Mobley deriva proprio dalla capacità di contenere i piccoli avversari sul perimetro, ma il suo versatile skillset offre molti più vantaggi quando può giocare da centro. Un pronostico? In massimo un paio di stagioni Allen sarà costretto a cambiare indirizzo…A Toronto la scelta di Scottie Barnes segue quello che sembra essere il leit motiv del nuovo progetto ‘positionless’. Atleti alti, versatili, predisposti a difendere, correre e giocare di squadra.
Il roster dei canadesi:
OG Anunoby, Khem Birch, Chris Boucher, Malachi Flynn, Pascal Siakam, Gary Trent Jr., Fred VanVleet, Freddie Gillespie, Yuta Watanabe, Precious Achiuwa, Dalano Banton, Scottie Barnes, Isaac Bonga, Justin Champagnie, Sam Dekker, Goran Dragic, David Johnson,Ishmail Wainright.
In totale 18 giocatori , con Fred VanVleet, Goran Dragic e Malachi Flynn (gli unici sotto i 6’5”) a dividersi i minuti in regia e poi una serie di possibili incastri che coach Nurse non vede l’ora di sperimentare. Durante una recente telecronaca da Las Vegas, scherzando ma non troppo, Nurse ha spiegato che tra i suoi progetti c’è anche un lineup con 5 ali. Un piano in cui un tuttofare come Barnes (15.5 ppg, 6.7 rpg, 3.2 apg, 2 bpg a Las Vegas) calza a pennello… Ultimo ma non in ordine di importanza è Jalen Suggs, la cui esperienza a Las Vegas si è chiusa dopo 3 partite a causa di un problema al pollice sinistro. L’ex Gonzaga, prospetto di assoluto valore anche nel Rugby, potrebbe proprio essere quel leader del backcourt che ai Magic manca da una vita.

Aggressivo both ends, esplosivo, con un jumper migliorabile ma che non ha paura di utilizzare, e una crescente varietà nelle soluzioni dal palleggio. Jamahl Mosley, al debutto da head coach, ha definito Suggs e l’altra lottery pick Franz Wagner ideali per lo stile di gioco che ha intenzione di proporre:
“La mia filosofia offensiva è semplice e voglio mantenerla il più semplice possibile. PACE, space, e passaggio. Penso che il passaggio porti energia al gioco e permetta ai giocatori di mostrare la loro faccia migliore. Voglio mettere questi ragazzi nella miglior posizione per arrivare al successo”.





