HomeNBANBA, Nuggets: l'evoluzione di Michael Porter Jr

NBA, Nuggets: l’evoluzione di Michael Porter Jr

SFRUTTARE LE OPPORTUNITÀ

Guardando l’ex giocatore dell’Università di Missouri, mi sono saltati all’occhio un paio di canestri apparentemente innocui, ma che qualche mese fa gli avrebbero risparmiato un po’ di critiche. A fine febbraio, Denver perse una partita contro Washington gestendo in maniera pessima un contropiede, principalmente per colpa di MPJ. Sul contropiede decisivo, il giocatore aveva preferito appostarsi dietro l’arco per un tiro da tre piuttosto che attaccare l’area, completamente libera: agevolo un video per chi non avesse presente di cosa sto parlando. Le cose, ultimamente, sembrano essere cambiate:

Stiamo parlando di una semplice gestione di un contropiede – situazione che MPJ sfrutta con frequenza (21.5% dei suoi possessi offensivi) in cui è parecchio produttivo (1.37 punti per possesso, nel 89esimo percentile di Lega) – ma capire che la cosa primaria in questi casi è attaccare il ferro, è già un passo avanti. 

Guardandolo giocare, si ha quasi la sensazione che Porter sia più egoista ed accentratore di quanto in realtà dicano le cifre, soprattutto per avere quella produzione offensiva. In realtà, il 70% dei suoi tiri arrivano dopo aver tenuto la palla in mano non più di due secondi, e il 61% dopo non aver effettuato neanche un palleggio. Va pochissimo in isolamento (solo nel 3.4% dei propri possessi), spalle a canestro (2.3%) e usa altrettanto sporadicamente il pick and roll come portatore di palla (4.4%). Tocca il pallone 41.6 volte di media a partita, meno di Will Barton, Monte Morris ed Aaron Gordon, tanto per limitarsi ai suoi compagni di squadra: eppure Porter è, a tutti gli effetti, il secondo marcatore dei Nuggets, uno a cui la squadra probabilmente si aggrapperà gioco forza nei playoff. MPJ ha stazza, tiro e atletismo per diventare un protagonista in NBA; la difesa rimane un punto di domanda parecchio grosso ma, se non altro, rispetto alla scorsa stagione Porter sta provando a mascherare le proprie lacune nella metà campo difensiva con un maggior impegno ed attenzione nelle letture. 

Quei 53 minuti giocati al college per colpa di problemi alla schiena hanno spaventato molte squadre, che lo hanno passato oltre il sede di draft. Posto che l’errore sembra evidente già ora, nelle prossime settimane MPJ avrà ulteriormente la possibilità di infilare il dito nella piaga di alcune di loro, magari eliminandole dai playoff. 

M.Serra
M.Serra
Nato a Bologna nel 1993, laureato in Lingue e Letterature Straniere. Scrive di NFL e NBA per Ultimo Uomo e Sky Sport. Twitter: ElTrenza93