Attacco
Il ruolo di centro a Sassari è sempre stato particolarmente di livello nei tempi recenti, ragion per cui Chinanu Onuaku è chiamato a non tradire le attese.

Data l’imponente mole strutturale, Onuaku può tranquillamente essere etichettato come un “animale d’area”. Il post-basso rappresenta l’opzione offensiva più gettonata e nasce da un ottimo posizionamento nel pitturato senza palla, il che consente al passatore di avere sempre linee di passaggio pulite. Non solo: il posizionamento è una sua dote a 360° anche grazie all’ormai desueta chiamata dei “tre secondi offensivi” ed è in grado di essere il piano B nel caso in cui il compagno venga raddoppiato.
Massiccio ma non vorace: non è un accentratore di palloni come magari poteva essere Bilan. Onuaku abbina un QI vicino a quello del croato a una velocità d’esecuzione superiore. Meno tecnico ma più fisico, sa usare brillantemente il suo corpo per guadagnare vantaggio sul difensore e depositare la sfera a canestro. Infine, è molto buona la sua visione di gioco se lasciato in isolamento.
Se finora abbiamo scoccato le frecce più ficcanti, passiamo a esaminare gli aspetti più nascosti nel bagaglio del nuovo centro sassarese. L’importanza dei suoi blocchi granitici potrà essere fondamentale per creare quel metro di spazio in più al tiratore (non un dettaglio per una squadra che ama tirare da oltre l’arco) e permetterà a due incursori come Robinson e Dowe di fiondarsi a canestro.
Altro asso nella manica è il trattamento di palla. Non parliamo del tocco sopraffino di Teodosic ma, per essere un lungo, sa far viaggiare la palla, anche quando è il momento di spingere un contropiede. Come detto è un giocatore dall’ottima visione di gioco e per sfruttare questa sua qualità ha bisogno di esterni dinamici nei tagli al ferro: Jamal Jones è certamente il destinatario giusto. Abile a non forzare, possiede una rapidità di pensiero ed esecuzione a volte fin troppo veloce.
Passiamo ora al capitolo tiro, in particolare al di fuori del pitturato. La sua comfort-zone è legata alla piastrella che ingloba il tiro libero, più in generale la posizione frontale, soluzione contemplata in situazioni di emergenza da ultimi secondi sul cronometro. A ogni modo, quando si apre per il pick and pop non è detto che si alzi per azionare la mano piuttosto morbida ed educata.
Un tabù che può cadere riguarda i pick and roll: non sono il suo pane quotidiano perché molto spesso il suo difensore sceglie di non separarsi dalla marcatura e di conseguenza lascia campo all’azione dell’handler.





